Nel beneventano ora è “psicosi randagio”
I cacciatori sparano
In attesa che l’autopsia sul corpo del piccolo Mattia Maddalena chiarisca definitivamente le cause del decesso, in particolare se l’aggressione sia stata perpetrata da un cane o altro animale selvatico, nel Beneventano è scoppiata una vera e propria psicosi di cui, proprio in queste ore, stanno cadendo vittima numerosi cani, randagi e domestici.
Secondo alcune segnalazioni, gruppi di cacciatori avrebbero organizzato «spedizioni punitive», avvistato e ucciso interi branchi di cani randagi; mentre diversi proprietari di cani domestici, preoccupati di essere coinvolti nelle indagini sulla morte del piccolo Mattia, avrebbero ucciso a sangue freddo il loro animale: uno sparo isolato al momento opportuno quando altri rumori possano attutire l’eco della «doppietta».
L’Ente Nazionale Protezione Animali, che rinnova il dolore e la partecipazione per la morte del piccolo Mattia, esprime vivissima preoccupazione per quanto sta accadendo e invita le autorità competenti a esercitare la massima sorveglianza per impedire il ripetersi di tali comportamenti disumani nei confronti dei cani, perseguendo a norma di legge quanti si rendessero colpevoli di atti così crudeli. «Ci troviamo di fronte a una vera e propria strage degli innocenti – ha dichiarato Carla Rocchi, presidente della Protezione Animali – i cani stanno pagando per una colpa non loro, una tragedia che sta mietendo altre vittime incolpevoli».