27 maggio 2024
Aggiornato 04:30
Prima infanzia

Valdegamberi scrive a scuole infanzia su tempi erogazione dei contributi

«I ritardi dovuti a patto stabilità e non a Regione»

Il ritardo nell’erogazione, da parte della Regione, dei contributi destinati ai servizi per la prima infanzia e alle scuole d’infanzia del territorio veneto, sono dovuti al patto di stabilità e non alla Regione Veneto. Lo precisa Stefano Valdegamberi, Assessore regionale alle politiche sociali, in una lettera inviata ai responsabili degli enti gestori delle suddette strutture che spiega i motivi delle lentezze nella liquidazione delle risorse.

«Sto ricevendo in questi giorni – sottolinea l’Assessore regionale - numerose e doverose segnalazioni in merito ai tempi di erogazione dei contributi ai servizi educativi alle prima infanzia e alle scuole d’infanzia per l’anno 2008. Comprendo fino in fondo la situazione di difficoltà finanziaria che state attraversando e desidero precisare quanto segue. Nell’ambito del settore materno infantile, questo Assessorato alle politiche sociali ha ottenuto un consistente aumento dei fondi regionali e statali per i contributi per la gestione e per le spese di investimento dei nidi e per la gestione delle scuole d’infanzia, che sono passati dal 2006 al 2008 da 39 a 54 milioni di euro circa. L’obiettivo che ci stiamo ponendo – prosegue la lettera di Valdegamberi - è quello di incrementare il livello di copertura del fabbisogno per la prima infanzia verso l’obiettivo europeo del 33 per cento e, allo stesso tempo, di garantire un efficace sostegno alle spese di gestione.

A partire dalla legge finanziaria statale per l’anno 2007, le spese per le politiche sociali sono state inserite nel vincolo del cosiddetto patto di stabilità per il contenimento della spesa pubblica. Ciò comporta che la spesa effettiva per tutte le politiche sociali regionali stia subendo un rallentamento a causa delle regole statali che condizionano l’utilizzo della cassa regionale. Il disagio di questi giorni non è perciò imputabile alla Regione del Veneto, ma alle regole statali sul patto di stabilità alle quali anche il nostro ente è obbligato ad adempiere. Tant’è che i mandati di pagamento sono pronti, ma tenuti bloccati a causa di vincoli che non dipendono dalla nostra volontà. E’ una situazione che sto da tempo portando all’attenzione dello Stato come coordinatore degli assessori regionali al sociale, sostenendo – conclude l’Assessore veneto - che è inopportuno considerare la spesa sociale per i servizi rivolti alle categorie di persone che più necessitano di aiuto (famiglie con bimbi, disabili, anziani) alla stregua di qualsiasi altra spesa pubblica. Occorre che la spesa sociale non sia soggetta a nessun vincolo! Assicuro comunque tutto il mio impegno, in sede tecnica e politica, affinché tutte le voci di spesa previste possano essere quanto prima effettivamente erogate, secondo il fondamentale principio che si debba dare attenzione, in primis, ai bisogni delle persone e delle famiglie».