28 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Sanità Lazio

Codici in audizione Commissione Sanità

«Una sanità che costerà sempre di più ma con meno ospedali e meno servizi»

Il CODICI questa mattina in audizione presso la commissione sanità della regione Lazio. per discutere di alcuni punti critici che del piano di rientro.
Tra questi: Accesso alle prestazioni e liste d’attesa; Errori medici: Riordino rete ospedaliera: Servizi territoriali, Servizio di emergenza sanitaria 118.

Tra le varie criticità, inoltre, il CODICI, in commissione, ha evidenziato anche l’assoluta mancanza di controlli in cui versa il sistema sanitario del Lazio, sintetizzato nei seguenti punti:
• Assoluta mancanza di reali controlli: L’appalto per i servizi tecnici delle ASL, il quale prevede un impegno economico per la regione di oltre un miliardo di ¤ in meno di 7 anni. Dopo un anno la regione non ha ancora istituito i controlli. L’Osservatorio prezzi, avviato con la piattaforma SANIGEST già testata ed avviata nel 2004, non è stato proseguito;
• L’intramoenia rappresenta un’altra criticità del nostro sistema sanitario, una pratica che contribuisce all’allungamento dei tempi d’attesa. Se si presta attenzione al procedimento con cui si ottiene la media dei tempi delle liste d’attesa, si scopre che essa è ricavata dal confronto tra il volume complessivo dei servizi erogati dall’ospedale e l’attività in Intra Moenia. Questo procedimento statistico, tuttavia, non permette di ottenere una media attendibile dei tempi di attesa, poiché vengono considerati assieme, senza alcun criterio di discernimento, sia i tempi di attesa per servizi urgenti, sia quelli per servizi che possono essere erogati nell’arco di un periodo più esteso. Una manovra auspicabile per controllare effettivamente l’esercizio dell’intramoenia sarebbe l’istituzione di una commissione o consulta per verificare le reali tempistiche necessarie ad ottenere l’erogazione dei servizi sanitari, tenendo però conto anche delle prestazioni riguardanti l’attività in Intra Moenia, una scissione che, nella realtà, non viene mai attuata, disattendendo i principi della legge.
• Costo del personale medico: questa voce occupa il maggior peso percentuale nella composizione della spesa sanitaria, pari al 34,6%. Essa assorbe il 50% del totale della spesa ospedaliera, un costo certamente eccessivo da sostenere.
• Troppi medici in corsia. Anche se nella realtà non si vede mai quest’affollamento, l’Agenzia sanitaria regionale, nell’ultimo rapporto, stima che ci siano circa due medici ogni tre posti letto ed esattamente tre infermieri ogni due letti. In ultimo, le nostre aziende ospedaliere sono le più costose d’Italia, seconde solo a quelle della Campania, ed hanno certamente bisogno di una seria e decisa riorganizzazione dei costi e delle risorse umane.
• Spesa farmaceutica: La nostra Regione è una delle meno virtuose d’Italia per quanto riguarda la spesa farmaceutica, una voce che, puntualmente, concorre alla disattenzione del patto di stabilità interno e dunque dello sforamento del tetto di spesa concordato con il Governo centrale. Alla luce degli ultimi scandali, le cd «farmatruffe», si rende necessaria un’intensa attività di monitoraggio per il controllo delle prescrizioni, andando a valutare la pertinenza di eventuali «picchi» di ricette, per scovare i fenomeni di malcostume e comparaggio che rimangono impuniti;
• Acquisto di strutture e macchinari – spese di assistenza e manutenzione Le aziende ospedaliere spendono molte risorse finanziarie per comprare macchinari nuovi e tecnologicamente competitivi, ma non si riservano fondi per la manutenzione degli stessi, con il risultato che appena si rompono stanno fermi. Sarebbe piuttosto auspicabile migliorare e risanare le strutture ed i macchinari già esistenti, operando una razionalizzazione delle spese che svariate volte ogni anno si effettuano ( per tutti ospedale Angelucci di subiaco TAC e gastroscopio );
• Attrezzature mai utilizzate per la mancanza di personale in grado di farle funzionare.

«In conclusione - commenta il Segretario Nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli - Le conseguenze del piano di rientro così predisposto comporterebbero gravi conseguenze al sistema: tagli indiscriminati e aumento delle spese per tickets; Prevedibile aumento dell’IRPEF; Una sanità costerà sempre di più ma con meno ospedali e meno servizi.»