Liscia o gassata, l'acqua è un regalo alla lobby delle minerali
Legambiente stima nelle località di mare della Maremma un consumo di 800mila bottigliette d'acqua per un volume d'affari di circa 900mila euro e l'emissione di 68 tonnellate di CO2
Un Ferragosto di mare e sole e tante bottiglie di acqua minerale. Tra sagre, ristoranti e pizzerie centinaia di migliaia di turisti si apprestano a trascorre una giornata di festa all’insegna del mare e del buon cibo. Ma non solo. Che preferiscano l’acqua liscia o gassata poco importa: in vacanza i turisti sono pronti a fare un regalo alla lobby delle minerali. La denuncia arriva da Legambiente, durante la festa nazionale dell’associazione in corso a Rispescia(Gr). «Il nostro paese - denuncia Legambiente - è il maggior consumatore al mondo di acqua in bottiglia con 194 litri pro capite solo nel 2006, pari a oltre mezzo litro al giorno.»
Partendo da questi dati, Legambiente ha stimato il consumo di acqua in bottiglia nel giorno di Ferragosto prendendo come riferimento la presenza dei turisti nella località costiere della Maremma. Sono oltre 900 mila i vacanzieri che in questi giorni si godono il mare dell’Argentario e della Maremma e che nella sola giornata di domani sono pronti a consumare ben 1milione e 800 mila bottiglie da mezzo litro di acqua per un totale di 900.000 litri. Un consumo che genera un vero e proprio giro d’affari per le lobby delle minerali. Considerando un costo medio di un euro al litro, in Maremma il volume d’affari complessivo sarà di circa 900mila euro.
«Un affare per le società imbottigliatrici - commenta Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - e un danno all’ambiente: basti pensare che ognuna delle fasi che accompagna la bottiglia di acqua minerale, produzione, trasporto e smaltimento, è caratterizzata da un forte impatto sulla qualità ambientale». E che il danno sia elevato lo dicono i numeri. Per la realizzazione del 1.800.000 di bottiglie di acqua minerale utilizzate in Maremma dai turisti sono state utilizzate 26 tonnellate di PET, con un’emissione complessiva di gas serra di oltre 68 tonnellate di CO2.
«Tutto questo si potrebbe evitare - conclude Ciafani di Legambiente - bevendo sempre di più l’acqua del rubinetto, con evidenti vantaggi ambientali e un conseguente risparmio economico della collettività. Dobbiamo far riacquistare la fiducia nell’acqua di rubinetto: le amministrazioni comunali, a partire dalle località turistiche, devono impegnarsi in campagne capillari di comunicazione e di trasparenza sulla qualità dell’acqua erogata per promuoverne l’uso. Un regalo concreto all’ambiente, alla collettività e alle tasche dei turisti».