15 dicembre 2019
Aggiornato 11:30
Sicurezza stradale

Censis: «Italia record europeo di morti sulla strada»

Legambiente: «Il governo assuma questa emergenza come priorità in materia di sicurezza. Urgenti interventi più decisi e una mobilità diversa»

«In un momento in cui il governo dichiara di porre al centro delle proprie preoccupazioni il problema della sicurezza giungono dal Censis dati tutt’altro che confortanti: l’Italia detiene il record europeo di morti sul lavoro e sulla strada. E’ questa la vera emergenza, e a giudicare dai fatti decisamente sottovalutata». Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, commenta i dati resi noti oggi dal Censis sulle vittime della strada e sul lavoro in Italia.

«Se l’Italia è il paese in Europa dove si muore di più sulla strada è evidente che sono urgenti interventi più decisi di quelli attuati sinora - prosegue Cogliati Dezza -. La patente a punti ha dato in un primo tempo buoni frutti ma i suoi effetti non sono sufficienti. Possiamo e dobbiamo fare di più, come dimostrano anche i risultati raggiunti da altri Paesi europei. A cominciare da un maggior controllo e una maggiore repressione delle infrazioni più pericolose al codice della strada, dalla riduzione dei limiti di velocità, anche in autostrada, e dalla messa in sicurezza delle tratte stradali più pericolose».

«Ma per arginare la strage degli incidenti stradali – sottolinea il presidente di Legambiente - è necessario anche organizzare una mobilità diversa, potenziando i trasporti pubblici e la mobilità su ferro, sulla quale è opportuno spostare gran parte del trasporto merci, per togliere i tir dalla strada e dare la possibilità ai pendolari di scegliere il treno. Il 70% degli spostamenti annuali degli italiani in automobile avviene su una distanza inferiore ai 10 km e il Censis rileva come molti degli incendi stradali succedano lungo il tragitto casa lavoro: un servizio per i pendolari efficiente consentirebbe senz’altro di ridurre i rischi d’incidente».

La mobilità pendolare nel nostro Paese è infatti in costante crescita (+ 14,5% tra il 2001 e il 2007) e riguarda circa 13 milioni di persone, di cui la maggior parte predilige l’auto e solo il 14,8% sceglie il treno per l’insufficienza del servizio pubblico.
«E’ questa grave emergenza delle morti per incidente – conclude Cogliati Dezza – che chiediamo al governo di assumere come priorità in tema di tutela dei cittadini».