22 ottobre 2021
Aggiornato 00:00
Nessuna sanatoria generalizzata per gli immigrati irregolari

Maroni: «Le risorse per la sicurezza ci sono, il problema è spenderle bene»

Il ministro dell’Interno ha riferito sulle linee programmatiche del dicastero in Commissione Affari Costituzionali alla Camera

La Finanziaria ha stanziato per la sicurezza 400 milioni di euro, a questi si aggiungeranno oltre un miliardo di euro che, entro la fine dell'anno, saranno recuperati nel Fondo straordinario alimentato dai beni mobili confiscati alla criminalità organizzata. Inoltre, un miliardo e 200 milioni sono stati stanziati dall'Unione europea e dal nostro Paese per i prossimi quattro anni nell'ambito del Pon sicurezza, per ridurre la criminalità nelle quattro regioni del Sud più a rischio.

«Le risorse per la sicurezza ci sono» ha spiegato il ministro dell'Interno Maroni nel corso dell'audizione davanti alla Commissione Affari costituzionali della Camera, proseguendo le comunicazioni sulle linee programmatiche del suo dicastero. «Il problema oggi nel nostro Paese - ha proseguito - non è tanto legato alle risorse, quanto a come i soldi vengono spesi».
Nei prossimi giorni, ha annunciato il ministro Maroni, arriverà anche la firma del decreto sul Fondo della sicurezza urbana. «Ne ho parlato con il presidente dell'Anci – ha spiegato – e l'intenzione è quella di arrivare ad un protocollo di intesa per definire con rigore i criteri sulla base dei quali i sindaci vi potranno accedere. Vogliamo evitare che ci siano favoritismi o anche solo l'impressione che possano esservene».

In un momento di tagli e di riduzione della spesa pubblica, ha spiegato Maroni, occorre piuttosto un maggiore coordinamento: «Più che chiedere nuove risorse bisogna preoccuparsi di utilizzarle al meglio».
Il ministro ha poi fatto l’esempio della provincia di Milano dove sono presenti 1.004 Vigili del fuoco, mentre in quella di Roma, che ha più o meno la stessa estensione, sono 1.760, il 75% in più. «Ci dobbiamo chiedere - ha detto Maroni - se questa organizzazione risponde o no alle esigenze di efficienza».
C'è un problema di organizzazione del ministero dell'Interno a livello centrale e periferico, ha ammesso il ministro annunciando una riorganizzazione delle forze di Polizia e dei Vigili del fuoco che sarà ultimata nei prossimi mesi con l'obiettivo di definire «un nuovo modello di sicurezza».
In Italia, ha osservato Maroni, «c'è un agente delle Forze dell'ordine ogni 140 abitanti: non sono pochi, ma serve un'organizzazione più razionale ed efficiente».

Sul fronte dell'immigrazione, il ministro dell'Interno ha ricordato che il Patto per l'immigrazione e l'asilo proposto dalla presidenza francese dell'Unione europea invita gli stati membri a non attuare sanatorie generalizzate, o per compartimenti, ma a giudicare caso per caso. «È una posizione - ha detto Maroni - che io e il governo condividiamo».
Il ministro ha poi riferito che il rapporto con la Commissione europea è di grande collaborazione. «Nei prossimi giorni - ha annunciato Maroni - manderò al Commissario europeo alla Giustizia, Sicurezza e Libertà Jacques Barrot il rapporto sulla nostra iniziativa del censimento dei campi nomadi. C'è un costante colloquio con la Commissione e tutti i nostri provvedimenti rispettano le normative europee».