16 ottobre 2021
Aggiornato 10:00
Nel maxiemendamento sullo sviluppo economico accolto un ODG della Lega Nord

Stop assegni sociali agli extracomunitari

Rivista l'erogazione dell'assegno sociale ai ricongiunti extracomunitari ultrasessantacinquenni

Nel maxiemendamento sullo sviluppo economico è stato accolto un ordine del giorno del senatore della Lega Nord, Alberto Filippi per rivedere l'erogazione dell'assegno sociale ai ricongiunti extracomunitari ultrasessantacinquenni «i quali potevano - spiega il senatore della Lega in una nota - dopo appena un nanosecondo di presenza sul nostro paese di ritirare mensilmente l'assegno sociale con uguale trattamento di un pari età italiano che per oltre tutti questi anni aveva contribuito alla crescita, allo sviluppo, al progresso della propria terrà.

Secondo la Lega si cancella così un falso atto «di equità in beneficienza» e, aggiunge Filippi, «questa soddisfazione è tanto più grande se confrontato con il corretto modo di operare di questo governo rispetto alla scorrettezza del governo Prodi». Questo provvedimento, spiega Filippi, «sta giungendo in Senato e verrà licenziato favorevolmente da Palazzo Madama con una duplice soddisfazione: il raggiungimento di un atto di giustizia e per i tempi con cui il governo ha tenuto conto di un suggerimento da parte di un componente dell' assemblea».

Il senatore vicentino ricorda, ancora, come nella passata legislatura, in cui la Lega era all 'opposizione, «in qualche occasione ho visto accettati alcuni miei ordini del giorno che poi, con rammarico, constatavo che non arrivavano ad alcuna concretizzazione. E' la conferma che il governo Prodi passerà alla storia come quello che più di tutti ha fatto false promesse ai propri elettori di allora e all' interno delle istituzioni nei confronti dei componenti del Parlamento». Filippi, infine, ribadisce «il rapporto fiduciario con l'operato del governo attuale», anche in virtù «della sensibilità dimostrata verso questo ordine del giorno teso a porre fine ad una situazione che sviliva tanti anni di lavoro dei nostri pensionati».