16 ottobre 2021
Aggiornato 05:30
Azione di Governo

Approvata la legge sulla sicurezza

Priorità ai processi più gravi, maggiori controlli con l'esercito nelle grandi città e più severità contro l'immigrazione clandestina: queste alcune misure della legge sulla sicurezza, approvata il 23 luglio dal Parlamento

E' legge il decreto sulla sicurezza: il Senato ha dato il via libera al provvedimento il 23 luglio con 161 voti a favore, 120 contrari e 8 astenuti. La legge entrerà in vigore un giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento si compone di 13 articoli e introduce meccanismi per dare priorità ai processi per i reati gravi e garantire la certezza della pena. Previste anche pene più severe per gli immigrati non regolari che commettono reati e per chi favorisce l'immigrazione clandestina, assumendo o affittando la casa a stranieri irregolari. Aumentano i controlli in città grazie ad una collaborazione più stretta tra la polizia di Stato, la polizia municipale e l'impiego dell'esercito nelle città metropolitane. S'intensificano, infine, gli strumenti contro la mafia.

Ecco le principali novità riassunte per punti:

Processi (art. 1, art. 2-bis, art. 2-ter)
Priorità a processi per reati gravi. I magistrati hanno la facoltà di rinviare, fino ad un massimo di 18 mesi, i processi per reati commessi fino al 2 maggio 2006, per i quali ricorrono le condizioni per l’indulto. In questo modo, si garantisce una corsia preferenziale ai procedimenti per i reati più gravi. In pratica, dovranno essere celebrati subito i processi che:
- prevedono il rito per direttissima o immediato;
- prevedono imputati detenuti;
- riguardano reati più gravi come mafia e terrorismo, incidenti sul lavoro, circolazione stradale, immigrazione clandestina;
- hanno una pena superiore ai 4 anni.
Tra i processi prioritari ora rientrano, a differenza di quanto prevedeva il decreto legge, anche quelli per i reati relativi all'ingresso illegale in Italia.
In più, i capi degli uffici giudiziari, nell'individuare i criteri di rinvio, dovranno tener conto della «gravita' e della concreta offensivita' del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l'accertamento dei fatti, nonché dell'interesse della persona offesa».
Ogni ufficio giudiziario dovrà quindi stilare, alla luce della direttiva del governo, un elenco dei processi che avranno corsia preferenziale nella formazione dei ruoli di udienza. E di queste priorità individuate, i capi degli uffici dovranno informare il Consiglio superiore della Magistratura e il Ministero della Giustizia.
Processi più rapidi. Per accelerare i processi, il pm avrà l'obbligo – non più la facoltà – di richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato per i reati per i quali sono previsti i riti speciali. In pratica, il rito direttissimo diverrà la regola in tutte le indagini che non richiedono attività ulteriori del pm. In appello è vietato il patteggiamento.
L’aggravante di clandestinità. Se chi delinque è un clandestino le pene sono aumentate di un terzo. La nuova aggravante di clandestinità vale per gli extracomunitari ma anche per i cittadini europei entrati irregolarmente.
La certezza della pena. Per chi commette atti osceni, violenza sessuale, furto e spaccio e per tutti i delitti aggravati dalla clandestinità non è prevista la sospensione della pena. A favore dell'incensurato non scatteranno più in maniera automatica le attenuanti generiche, ma il giudice valuterà caso per caso. Nello specifico, chi uccide un agente delle Forza dell'ordine in servizio sarà condannato all'ergastolo.
Il patteggiamento per l’indulto. Per i processi colpiti da indulto si potrà ricorrere al patteggiamento, sempre che siano ancora in primo grado, anche se sono scaduti i termini. Inoltre, il patteggiamento potrà essere chiesto anche se era già stato respinto in precedenza.

Il «Lodo Alfano». In materia di processi, è necessario ricordare che in questi giorni è diventato legge il cosiddetto «Lodo Alfano», il provvedimento che sospende i procedimenti penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato (il presidente della Repubblica, i presidenti dei due rami del Parlamento e il presidente del Consiglio) per la durata del loro mandato.
Il sì definitivo al disegno di legge è arrivato il 22 luglio al Senato con 171 voti favorevoli, 128 contrari e 6 astenuti; ora il testo, già firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, entrerà in vigore un giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Immigrazione illegale (art. 1, art. 2, art. 5, art. 9)
Nuovi provvedimenti sulle espulsioni. Ampliati i casi di espulsione, su ordine del giudice, per gli stranieri condannati, mentre i «comunitari» potranno essere allontanati se senza reddito o trovati a delinquere. Cala a 2 anni il limite di pena per l'espulsione (prima era di 10). L'arresto dell'autore diventa obbligatorio, anche se non c'è flagranza, e si procede con rito direttissimo. Infine, a chi viola l'ordine di rimpatrio è previsto il carcere da 1 a 4 anni.
I Cie sostituiranno i CPT. I Centri di permanenza temporanea (CPT) e i Centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta) cambiano nome e diventano Centri di identificazione ed espulsione (Cie).
Pene più severe se l’identità è falsa. Chi dichiara la falsa identità ad un pubblico ufficiale dovrà scontare pene più severe. Potrà rischiare infatti da 1 a 6 anni di reclusione, mentre fino ad oggi il massimo previsto dalla legge era di 3 anni. La stessa pena è stata introdotta anche per chi anche per chi «altera parti del proprio o dell'altrui corpo», per impedire l'identificazione.
Reclusione per chi lucra sugli affitti irregolari. Per chi affitta la casa o un altro immobile, «al fine di trarne ingiusto profitto», ad uno straniero senza permesso di soggiorno è prevista la pena di reclusione da 6 mesi a 3 anni; con la condanna, scatta anche la confisca del bene, salvo che appartenga a una persona estranea al reato.
Reclusione per i datori di lavoro degli immigrati irregolari. Aumentano le pene anche per il datore di lavoro che impiega immigrati clandestini: la reclusione ora può arrivare fino a 3 anni e la multa a 5 mila euro. Per «datore di lavoro» s’intende non soltanto l'imprenditore o colui che gestisce professionalmente un'attività di lavoro organizzata, ma anche il semplice cittadino che assume alle proprie dipendenze una o più persone per svolgere attività lavorativa subordinata di qualsiasi natura, a tempo determinato o indeterminato, come nel caso di collaboratrici domestiche o badanti.

Guida in stato d'ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti (art. 1, art. 3, art.4)
Stretta contro i pirati della strada. Chi guida ubriaco o drogato e causa incidenti mortali o feriti gravi rischia il carcere da 3 a 10 anni, la confisca del veicolo e il ritiro della patente. Ulteriori inasprimenti sono previsti per chi non si ferma a prestare soccorso e per non si sottopone ai test di controllo. Sottratta, infine, al giudice di pace la competenza sulla cause per lesioni gravi e gravissime provocate da conducenti ubriachi o drogati.

Sicurezza urbana (art. 6, art. 7, art. 7-bis, art. 8)
Ordine pubblico. Sul fronte dell'ordine pubblico, sindaci e prefetti avranno maggiori poteri e ci sarà più cooperazione tra polizia locale e statale. Tra l'altro, il sindaco avrà il compito di segnalare gli stranieri irregolari da espellere.
La polizia locale. E' prevista una maggior collaborazione tra la polizia di Stato e la polizia locale. Quest'ultima potrà accedere alle informazioni del Ced del Ministero dell'Interno relative a documenti di identità rubati o smarriti e ai permessi di soggiorno rilasciati e rinnovati.
L’uso dell’esercito nelle grandi città. Il ministro dell'Interno, di concerto con quello della Difesa e sentito il parere del Premier, potrà ricorrere all'uso delle forze armate fino a 3.000 unità per un massimo di sei mesi, rinnovabili una tantum, nella vigilanza di obiettivi sensibili e nel pattugliamento (insieme alla polizia), ogni volta che individuerà delle emergenze.

Lotta alla Mafia (art. 1, art. 2, art. 10, art. 11, art. 11-bis, art. 11-ter, art. 12, art. 12-ter)
Mafia, condanne più dure.
Previsti inasprimenti di pena per le associazioni mafiose, anche straniere. Verranno attribuiti maggiori poteri al procuratore nazionale Antimafia, che potrà decidere le misure di prevenzione da adottare; inoltre saranno rafforzati i poteri della Procura distrettuale e della Direzione investigativa antimafia. Tra le novità, la confisca dei patrimoni sarà disposta anche dopo la morte del soggetto e il procedimento proseguirà nei confronti degli eredi.
Infine, i mafiosi condannati non potranno più avvalersi del gratuito patrocinio, così come chi è stato condannato di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi e a produzione, traffico e detenzione di stupefacenti.

Lotta alla contraffazione (art. 2)
Misure contro la contraffazione della merce. Una volta sequestrata, il giudice potrà ordinare la distruzione della merce contraffatta e di quella di cui sia vietata la fabbricazione e la vendita. L'obiettivo è eliminare gli alti costi e gli inconvenienti pratici legati alla conservazione e alla custodia della merci.