16 ottobre 2021
Aggiornato 04:00

Giovani, Donazzan: «Chiederò alle famiglie e agli educatori di stringere un patto per la vita»

«Non si può morire a 16 anni con la convinzione che la vita sia solo divertimento e trasgressione»

«Non si può morire a 16 anni con la convinzione che la vita sia solo divertimento e trasgressione. C’è una gravissima responsabilità, legata a una mancanza di educazione che porta a comportamenti, a valutazioni superficiali, a totale incuranza della propria esistenza, che mi fa accomunare la morte della giovane padovana a Lloret de Mar in Spagna a quella della ragazza di Rovigo al Lido di Venezia».

E’ il commento amaro di Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, formazione e lavoro, all’indomani della morte, dopo l’assunzione di ecstasy, di una ragazza di Rovigo a una festa organizzata in occasione del Redentore sulla spiaggia del Lido di Venezia. «Non è accettabile - prosegue l’assessore Donazzan - che dei giovani per combattere la noia, per trasgredire o per avere qualcosa da raccontare, violino a tal punto la vita da procurarsi la morte».

«Da assessore - aggiunge Elena Donazzan - m’interrogo su come poter dare messaggi autentici e positivi a una generazione che troppo spesso, inconsapevolmente, si lascia vivere o morire. Credo che portare nella società testimonianze forti possa servire a scuotere nell’intimo chi pensa che a lui non potrà mai accadere nulla di brutto». «A partire dal prossimo anno scolastico - conclude Donazzan - chiederò agli educatori della scuola, ma soprattutto alle famiglie, di stringere un patto per la vita perché si possano educare i giovani ad amare la vita e ad avere rispetto per se stessi».