24 gennaio 2021
Aggiornato 16:00
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YouFarmer, la startup dell'orto bio che coltivi a distanza

Con Youfarmer tutti possono avere un proprio orto bio che sarà coltivato e gestito direttamente dalle aziende agricole coinvolte nel progetto

MILANO - Youfarmer, la prima piattaforma di Co-Farming al mondo nata con l’obiettivo di portare i prodotti delle migliori aziende agricole italiane direttamente dall’orto nelle case dei clienti, ha raccolto un primo investimento seed di 300mila euro da parte del Gruppo Neorurale, che così prosegue nella propria mission anche attraverso la promozione dell’open innovation in ambito agrifood, attività svolte presso l’Innovation Center Giulio Natta a Giussago (PV) ove nasce e si sviluppa un nuovo futuro per l’agricoltura nelle periferie urbane.

YouFarmer intende rivoluzionare la filiera distributiva del cibo fresco attraverso un modello che mette le aziende agricole in contatto «attivo» con i clienti finali, che possono così ottenere prodotti d’eccellenza a prezzi equi. I nuovi capitali serviranno per l’ulteriore sviluppo tecnologico della piattaforma, sulla user experience e la promozione del servizio, consolidando così l’offerta a partire dalle aree di Milano, Pavia, Pescara, Reggio Emilia e Roma. Youfarmer punta nel giro di 3 anni ad affiliare aziende agricole in tutte le province italiane, servendo 50.000 famiglie, che rappresentano ad oggi solo lo 0,5% dei consumatori bio quotidiani.

Fondata nel gennaio del 2018 da Lorenzo Cilli e Valerio Carconi, giovani imprenditori under 30 con già alle spalle alcuni anni di esperienza in aziende multinazionali, Youfarmer rappresenta un servizio unico sul mercato. Infatti, con Youfarmer tutti possono avere un proprio orto bio che, per sopperire alle mancanze di tempo, spazio e competenze sarà coltivato e gestito direttamente dalle aziende agricole coinvolte nel progetto sui propri terreni, garantendo così una produzione bilanciata e secondo stagionalità ed un continuo controllo sui terreni e le tecniche di coltivazione adottate.

I clienti possono scegliere la dimensione dell’orto a seconda delle proprie esigenze di consumo settimanali e se prevedere un «pick up» presso le aziende stesse e punti di prelievo oppure usufruire di una spedizione a domicilio. I prodotti sono rigorosamente stagionali ed all’interno di ogni singolo orto si alterneranno più di 50 varietà; laddove possibile si tratterà di varietà autoctone, vero patrimonio del nostro territorio che oggi rischia di scomparire, dando il proprio contributo alla tutela e alla salvaguardia delle biodiversità. Così facendo Youfarmer scardina il classico modello della filiera dell’ortofrutta che vede ad oggi troppi passaggi tra agricoltore e consumatore a discapito sia dell’agricoltore, che spesso riceve solo 1/10 di ciò che il cliente paga, ed il cliente stesso che riceve la merce diversi giorni dopo che è stata raccolta, a scapito delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Infine, proprio il tema della tracciabilità è così garantito, essendo gli occhi dei clienti stessi a controllare la crescita delle loro verdure, a conoscere ed avere un rapporto diretto con chi si prende cura dei loro prodotti e quindi della loro salute.

Il mercato del Bio in Italia è in grande ascesa e vale attualmente oltre 4,5 miliardi di euro: oggi i prodotti Bio entrano nella casa di 8 Italiani su 10 e per metà di questi ciò avviene quotidianamente. Uno scenario promettente a cui si sono purtroppo affiancati anche i primi casi di speculazione.  Parallelamente al canale B2C, il progetto sta già sviluppando un’offerta destinata a ristoranti, che grazie al loro orto potranno finalmente offrire ai propri clienti in centro città prodotti freschissimi, tracciati e di qualità superiore, ed aziende che metteranno a disposizione dei propri collaboratori una porzione di orto o una piccola fornitura dedicata ad ogni team o addirittura ad ogni singolo dipendente.

«Tornare all’orto è un’opportunità per tutti - afferma  Lorenzo Cilli uno dei due fondatori di Youfarmer -. Per la natura che attraverso la produzione di più varietà aumenta la biodiversità delle varie zone coltivate, per le aziende agricole che a stretto contatto con le famiglie possono programmare il proprio lavoro e garantirsi un equo riconoscimento, per le famiglie che hanno la possibilità di vivere un’esperienza a contatto con la natura, ma con il livello di servizio che oggi possiamo garantire, ottenendo con il minimo sforzo il massimo risultato in termini di prodotto e di salute».