21 ottobre 2018
Aggiornato 17:00

Intelligenza artificiale, Ue punta in alto e investe 2 miliardi di euro

Sul piano degli investimenti la Commissione aumenterà di 1,5 miliardi di euro le risorse per il periodo 2018-2020
Intelligenza artificiale, Ue punta in alto e investe 2 miliardi di euro
Intelligenza artificiale, Ue punta in alto e investe 2 miliardi di euro (Shutterstock.com)

ROMA – L’Europa punta ad essere all’avanguardia nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. «Come già in passato il vapore e l’elettricità, l’IA sta trasformando il nostro mondo. Pone sfide nuove che l’Europa deve affrontare compatta se vogliamo che l’IA abbia successo e funzioni per il bene di tutti», ha dichiarato Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale in occasione della presentazione di un pacchetto di misure per il settore. Con tre obiettivi: rafforzare la competitività, aumentando gli investimenti; prepararsi ai cambiamenti socioeconomici legati allo sviluppo di queste tecnologie; assicurare un quadro etico e giuridico adeguato.

Sul piano degli investimenti la Commissione aumenterà di 1,5 miliardi di euro le risorse per il periodo 2018-2020 nel quadro del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020, che si prevede mobiliteranno altri 2,5 miliardi di finanziamenti dei partenariati pubblico-privato esistenti, ad esempio in materia di big data e robotica. Questo servirà a sostenere lo sviluppo dell’IA nei settori principali, dai trasporti alla sanità; metterà in contatto e rafforzerà i centri di ricerca sull’IA nell’Europa intera e incentiverà le prove e la sperimentazione. La Commissione fornirà inoltre appoggio all’elaborazione di una «piattaforma di IA a richiesta» che offrirà l’accesso alle risorse pertinenti all’IA nell’UE a tutti gli utilizzatori. Altri 500 milioni arriveranno mobilitando il Fondo europeo per gli investimenti strategici per fornire a imprese e start-up un sostegno aggiuntivo finalizzato agli investimenti in IA.

«Dobbiamo investire almeno 20 miliardi di euro entro la fine del 2020. La Commissione sta facendo la sua parte: oggi diamo ulteriore impulso ai ricercatori perché possano sviluppare la prossima generazione di tecnologie e applicazioni di IA, e alle imprese perché possano accettarle e adottarle», ha detto ancora Ansip. L’Europa dispone di ricercatori, laboratori e start-up di altissimo livello nel campo dell’IA, occupa posizioni di eccellenza nella robotica e ospita società tra le più avanzate, nei settori dei trasporti, dell’assistenza sanitaria e della produzione industriale, che dovrebbero adottare l’IA per rimanere competitive. L’agguerrita concorrenza internazionale impone però all’Ue – sottolinea la Commissione – di agire in maniera coordinata per essere all’avanguardia nello sviluppo dell’IA. Visto che i dati costituiscono la materia prima per la maggior parte delle tecnologie di IA, la Commissione ha propsoto una legislazione per consentire il riutilizzo di volumi maggiori di dati e misure per semplificare la condivisione dei dati. Vi rientrano i dati provenienti dai servizi pubblici e quelli relativi all’ambiente, oltre ai dati della ricerca e della sanità.

Nell’epoca dell’intelligenza artificiale molti lavori faranno la loro comparsa, ma altri scompariranno e la maggior parte subirà una trasformazione. La Commissione incoraggia pertanto gli Stati membri a modernizzare i propri sistemi di istruzione e formazione e a sostenere le transizioni nel mercato del lavoro sulla base del pilastro europeo dei diritti sociali. La Commissione fornirà appoggio ai partenariati imprese-istruzione al fine di attirare e trattenere in Europa sempre più talenti nel campo dell’IA, istituirà programmi di formazione dedicati grazie al sostegno finanziario del Fondo sociale europeo e sosterrà le abilità digitali e le competenze in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM), l’imprenditoria e la creatività. Le proposte del prossimo quadro finanziario pluriennale dell’UE (2021-2027) comprenderanno maggiore sostegno alla formazione dedicata alle abilità digitali avanzate, tra cui le competenze riguardanti specificamente l’IA.

Sul piano giuridico ed etico, infine, entro la fine dell’anno la Commissione presenterà orientamenti etici sullo sviluppo dell’IA, basati sulla Carta dei diritti fondamentali dell’UE, tenendo presenti principi come la protezione dei dati e la trasparenza e sulla base del lavoro del Gruppo europeo per l’etica delle scienze e delle nuove tecnologie, assistita da tutti i portatori di interessi riuniti nell’Alleanza europea per l’IA. Entro la metà del 2019 la Commissione pubblicherà anche orientamenti sull’interpretazione della direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti alla luce dell’evoluzione tecnologica, in modo da garantire chiarezza sul piano giuridico ai consumatori e ai produttori in caso di prodotti difettosi.

La Commissione comincerà subito, insieme agli Stati membri, a lavorare all’elaborazione di un piano coordinato in materia di IA da produrre entro la fine dell’anno. I principali obiettivi sono massimizzare l’impatto degli investimenti a livello dell’UE e nazionale, incoraggiare la cooperazione nell’intera UE, effettuare scambi di pratiche ottimali e definire il percorso futuro comune per assicurare la competitività mondiale dell’UE in questo settore. La Commissione continuerà inoltre a investire in iniziative di grande importanza per l’IA, tra cui lo sviluppo di componenti e sistemi elettronici più efficienti (come i chip prodotti appositamente per eseguire operazioni di IA), computer ad alte prestazioni all’avanguardia e progetti faro sulle tecnologie quantistiche e sulla mappatura del cervello umano.