28 maggio 2020
Aggiornato 18:31
bandi pubblici

Blockchain per il sociale, 5 milioni di euro dalla Commissione Europea

La Commissione Europea mette a disposizione di cittadini privati ed enti giuridici 5 milioni di euro per sviluppare progetti sociali basati sulla blockchain

Blockchain per il sociale, 5 milioni di euro dalla Commissione Europea
Blockchain per il sociale, 5 milioni di euro dalla Commissione Europea Shutterstock

TORINO - Ben 5 milionii di euro a chi sarà capace di realizzare soluzioni innovative, ad alto impatto sociale utilizzando la tecnologia blockchain. E’ questo il concorso aperto dalla Commissione Europea e destinato sia a privati che a enti giuridici i quali riusciranno a trovare delle soluzioni in grado di superare le sfide globali della comunità attraverso l’utilizzo di questa tecnologia emergente. In particolare saranno presi in considerazione l’alto impatto sociale, la trasparenza del processo, la fattibilità, la fruibilità, la convenienza, l’affidabilità, la sicurezza e la sostenibilità ambientale.

La blockchain, nelle sue forme pubbliche, aperte e senza autorizzazione è ampiamente considerata come una tecnologia digitale innovativa che supporta metodi decentralizzati per il raggiungimento del consenso, nonché la condivisione, la memorizzazione e la protezione delle transazioni e di altri dati con un minor numero di intermediari centrali. Sulla scia della diffusa attenzione del pubblico per Bitcoin, sono già in fase di sviluppo diverse applicazioni finanziarie basate su blockchain.

Tuttavia, il potenziale della tecnologia di generare un cambiamento sociale positivo attraverso processi di decentramento e di disintermediazione legati alle sfide locali o globali in materia di sostenibilità è ancora ampiamente inutilizzato. Tra gli esempi di innovazioni sociali in cui le soluzioni decentralizzate basate su blockchain hanno mostrato evidenti vantaggi rispetto alle soluzioni convenzionali basate su piattaforme centralizzate figurano, ma non solo, alcuni esempi:

1. dimostrare l'origine delle materie prime o dei prodotti e sostenere il commercio equo e solidale e l'equa monetizzazione della manodopera;
2. consentire una maggiore visibilità della spesa pubblica e una maggiore trasparenza dei processi amministrativi e produttivi;
3. partecipazione al processo decisionale democratico, rendendo possibile la responsabilità, premiando la partecipazione e/o l'anonimato;
4. consentire lo sviluppo di reti sociali o nubi decentralizzate o di piattaforme decentrate per l'economia collaborativa;
5.  gestione di registri immobiliari, catasto o altri registri pubblici;
6. contribuire all'inclusione finanziaria;

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