12 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
curiosità

La scelta del font giusto riduce i costi aziendali

Ogni font ha uno spessore differente, che può incidere sulla quantità d’inchiostro utilizzato durante la stampa. Ecco come è possibile risparmiare sul bilancio aziendale scegliendo il font giusto

Shutterstock

ROMA - Avreste mai creduto che il font utilizzato per redigere un documento incide (anche in modo significativo) sul bilancio aziendale? Con Internet e la comunicazioni rese possibili attraverso qualsiasi tipo di piattaforma, dalla mail a WhatsApp, da Snapchat a Skype, abbiamo finito per lasciare i documenti scritti un po’ nel dimenticatoio. Eppure - nonostante l’utilizzo dei supporti cartacei si stia riducendo sempre più - in alcuni casi è inevitabile stampare tutti quei documenti che devono essere archiviati. La cosa a cui probabilmente nessuno ha mai pensato è che il font ha un costo. E’ ciò che emerge da una ricerca stilata da Staples, che ha calcolato i costi derivanti dai caratteri più utilizzati nella corrispondenza commerciale.

Il font incide sui bilanci aziendali
Ogni font ha uno spessore differente, che può incidere sulla quantità d’inchiostro utilizzato durante la stampa. Secondo uno studio dell’Università del Wisconsin Green-Bay, cambiando il font utilizzato nello scrivere e-mail da Arial al «più efficiente» Century Gothic, si è in grado di risparmiare il 30% d’inchiostro. Per darvi un’idea dell’enorme risparmio tra una stampa in Arial o in Century Gothic – i costi saranno rispettivamente di 63 e 43 euro. La tavola periodica messa a punto da Staples descrive la percentuale della copertura per pagina garantita da ogni inchiostro e la spesa media di cui l’azienda dovrà farsi carico per anni. La ricerca si è focalizzata su un’azienda che stampa 250 pagine per settimana. La pagina A4 standard si basa sul font Arial in carattere 11pt, che costerebbe alla ditta una media di 536,89 euro per anno.

(Staples)

I risultati
Risultati? Cambiando semplicemente l’Arial (536,89 euro) con il Century Gothic in 10pt (407,54 euro) il risparmio potrebbe arrivare a superare anche le 135 euro all’anno. Scegliendo il font standard Times New Roman con un testo a 11pt (418,22 euro), la ditta potrebbe risparmiare  annualmente 144,52 euro rispetto al Tahoma (562,74 euro). Non è tutto oro quello che luccica, però. E’ possibile risparmiare usando un carattere diverso, ma questa scelta potrebbe comportare un incremento delle spese se il carattere scelto è inefficiente. Per esempio, usando il Gothic Medium a 11pt come font principale, è possibile spendere 595,15 euro all’anno in stampe, rispetto ai 407,54 euro del Century Gothic.

(Staples)

Anche una scelta sostenibile
Oltre al risparmio puramente economico è possibile attuare delle pratiche che inducano l’azienda ad attuare un comportamento più sostenibile anche nei confronti dell’ambiente circostante. Spegnere la stampante quando non è in uso è, senza dubbio, uno di questi. Molte stampanti si spengono dopo 30 minuti d’inattività, come richiesto dalla legge europea. In modo simile, potrebbe essere utile introdurre la regola «non stampate a meno che non sia necessario» e incoraggiare la forza lavoro a evitare le stampe non necessarie per risparmiare sull’inchiostro. Stampare fronte-retro costituisce un altro semplice trucco per ridurre gli sprechi e le spese inutili sulla carta. In ogni caso il Century Gothic risulta il font più efficiente per garantire il risparmio alla ditta. Potreste sempre utilizzare font più costosi per documenti ufficiali e diretti ai clienti, per dare loro un piccolo tocco di classe.