25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Open innovation

Potito (TIM #WCap): «La vera innovazione non può che essere aperta»

Cosa significa per le startup partecipare al programma TIM #WCap? Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Ilaria Potito, responsabile di TIM #WCap, per farci spiegare meglio le finalità del programma, e molto di più.

ROMA - Dal 2009 a oggi, TIM #Wcap ha raccolto oltre 9000 progetti, supportato 294 startup e assegnato 6,6 milioni di euro fornendo un importante contributo all’intera filiera dell’economia digitale e contribuendo allo sviluppo di un ecosistema italiano dell’innovazione. Solo poche settimane fa sono state selezionate 26 startup, ognuna delle quali si è aggiudicata un grant di 40mila euro e un anno di accelerazione presso gli incubatoi di Roma, Milano, Bologna e Catania. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Ilaria Potito, responsabile di TIM #WCap, per farci spiegare meglio le finalità del programma, e molto di più.

Come si struttura il programma di accelerazione per questo 2016?
Le 26 startup selezionate riceveranno un Grant di 40.000 euro, dunque più alto rispetto agli anni scorsi, e accederanno al Digital Innovation Year. Ovvero 3 mesi di accelerazione più altri 9 di mentorship e coworking. Il programma di accelerazione vero e proprio inizierà dalla seconda metà di settembre e prevede lezioni frontali e webinar, che saranno tenute da professionisti, mentor e alumni TIM #WCap. Formazione e mentorship rivolte sia allo sviluppo del business che del prodotto. Inoltre, continueremo a organizzare eventi di networking per favorire lo scambio e l’incontro, il dialogo e la condivisione, perché l’innovazione non si fa da soli ma insieme.

Quali sono le caratteristiche delle startup che hanno determinato la vostra scelta?
Si tratta, prima di tutto, di progetti maturi, concreti e strutturati. Li abbiamo scelti nel settore Big Data e Data Analytics, Internet of Things e Industry 4.0, ma anche Smart City, Smart Agriculture, e-payment, e-health, security fino ai sistemi di monitoraggio e gestione di reti complesse. Tutti ambiti quanto più possibile utili agli innovation needs presenti e futuri di TIM.

Le 26 startup selezionate per #WCap »

Quanto può fare l’Open Innovation e l’esperienza di un’azienda come TIM per le startup italiane?
Bisogna chiedersi intanto cosa cerca una startup con un progetto valido. La risposta è piuttosto semplice: andare sul mercato con agilità, avere supporto industriale e chiudere importanti round d’investimento. Con TIM #WCap proviamo a rispondere a queste richieste e aiutiamo le startup a crescere. Ma abbiamo ben chiaro anche il valore della collaborazione. Infatti, ciò che una startup può imparare da una grande azienda è probabilmente pari a quello che l’azienda può avere da giovani innovatori che lavorano con una passione difficile da trovare altrove. Lo scambio è uno degli elementi essenziali dell’Open Innovation. Per questo non ci stancheremo mai di pensare e affermare che la vera innovazione non può che essere aperta.

Di cosa ha bisogno l’Italia per diventare davvero un Paese innovativo?
Siamo sulla buona strada per metterci al passo con gli altri Paesi. Lo dicono i dati, per esempio le oltre mille startup che hanno partecipato alla nostra Call for startups 2016 e gli oltre 5.000 utenti che si sono iscritti alla nostra piattaforma. Lo dicono le migliaia di startup innovative iscritte al registro delle imprese, lo dicono le presenze negli eventi dedicati all’innovazione e il seguito delle testate che si occupano di startup e digital. Lo dicono le nuove misure di Digital PA. Lo dicono i fondi di venture capital sempre più numerosi e attivi, anche se al di sotto della media europea. Certamente c’è ancora molto da fare, sia per la digitalizzazione sia per la crescita degli investimenti, ma non si può dire che in Italia manchino i tentativi, gli strumenti e soprattutto la volontà.