22 gennaio 2020
Aggiornato 23:00
open innovation

Basta col mito degli unicorni, imprese adottino le startup

E' la proposta che arriva dritta dritta da Digital Magics nell'ambito dell'Open Innovation Summit svoltosi a Saint Vincent. Le imprese italiane dovrebbero adottare startup digitali

Imprese adottino una startup
Imprese adottino una startup Shutterstock

SAINT VINCENT - L’Open innovation resta uno dei motori più importanti per accrescere lo sviluppo dell’innovazione italiana. E’ questo l’urlo che esce prepotentemente anche dall’ultimo Open Innovation Summit 2016  voluto da Digital Magiscs e svoltosi a Saint Vincent lo scorso week end. Una due giorni a cui hanno partecipato i principali protagonisti del mercato, istituzioni, investitori, incubatori, startupper, i quali si sono confrontati su evoluzioni, trend e opportunità di innovare i processi aziendali interni, prodotti e servizi grazie alle giovani imprese innovative ad alto contenuto tecnologico.

Imprese adottino startup digitali
Ed è proprio durante l’Open Innovation Summit 2016 che è stata lanciata una sfida: fare in modo che il 5% delle 200mila imprese italiane con più di 10 addetti adotti una startup digitale. Una sfida importante, ma che secondo Digital Magics creerebbe migliaia di posti di lavoro, farebbe aumentare il Pil e accrescerebbe la competitività del sistema imprenditoriale del Belpaese. Del resto , quando si parla di startup, l’obiettivo più importante è proprio l’exit, cioè la possibilità delle imprese innovative italiane di essere acquistate dalle grandi aziende dopo qualche anno dalla loro formazione. L’obiettivo è quindi avere un ritorno d’investimento molto elevato nel gito di pochi anni. Ed è proprio da qui che nasce il mito dell’unicorno, ovvero di quelle startup che superando il miliardo di euro. L’open innovation, in questo senso, si contrappone alla visione di unicorno e sostiene molto di più la collaborazione tra Pmi, le gradi aziende italiane e le giovani imprese tecnologiche, permettendo a tutti gli attori chiamati in causa di sviluppare il proprio business, dare lavoro e far crescere il fatturato.

Basta mito degli unicorni
Morale della favola? Concentrarsi un po’ meno sulla visione unirono e prediligere la collaborazione. Anche se il panorama degli unicorni è florido e cresce a vista d’occhio. Nel 2009c’erano solo 4 startup al mondo valutate più di un miliardo di dollari. Nel tempo il loro numero è cresciuto in maniera importante. Oggi, secondo i dati di CB Insights, ce ne sono 152 nel mondo. In Europa (Fonte GP. Bullhound) arriviamo a 47. Le più grandi sono nell’ordine Spotify, Skype e Zalando. Hello Fresh, Blippar ed Evolution Gaming sono fra le ultime arrivate. In Italia solo Yoox ad aprile 2016 aveva un valore di 4 miliardi di dollari. Diciotto grandi startup sono nati nel Regno Unito, sette in Svezia, sei in Germania, tre in Francia. Queste aziende europee hanno impiegato tra i 7 e i 9 anni per diventare grandi. E al di là degli investimenti raccolti, al momento soltanto il 60% delle grandi startup europei fa profitti. Per capire i rapporti di forza col nostro Paese soltanto 7 startup di successo hanno raccolto fino ad oggi più di 10 milioni di euro.

Favorire la collaborazione
Le grandi startup di successo, tuttavia, non possono costituire il fondamento dell’ecosistema delle startup e questo soprattutto in Italia alla luce delle 200mila grandi e medie imprese con almeno 10 addetti. Se solo 10.000 (il 5%) di queste ultime, che certamente hanno necessità di fare innovazione, facessero sinergia con le quasi 6mila startup iscritte al Registro delle Imprese, si creerebbe un’occasione di rilancio della nostra economia davvero incredibile.