Startup, perché l'innovazione passa (anche) dall'amministrazione locale
Una città che innova e anche una città che propone soluzioni. Ed è quello che sta facendo l'ecosistema torinese, anche a livello politico e amministrativo. Ecco come le istituzioni possono facilitare l'ascesa delle startup in una vera smart city

TORINO - L’8 aprile 2016 la Commissione Europea ha classificato la Città di Torino come seconda Capitale europea dell’Innovazione – dopo Amsterdam, ma prima di Parigi, Berlino, Eindhoven, Glasgow, Milano, Oxford e Vienna. È un riconoscimento prestigioso, che testimonia gli incredibile sviluppi che una ex capitale dell’industria automobilistica ha saputo compiere negli ultimi anni. Torino, riqualificando milioni di metri quadrati di spazi industriali dismessi, è diventata un’altra città, un luogo dove davvero le idee prendono vita, come recita il claim premiato dall’Europa. Smart City, Open Incet, Torino Living Lab, Torino Social Innovation - FacilitO, Innova.TO sono solo alcuni dei progetti virtuosi che l’Amministrazione ha portato avanti, sulla scia di una tradizione di condivisione di valori, collaborazione tra pubblico e privato e innovazione sociale che affonda le sue radici nella città dell’Ottocento.
La moltiplicazione dei talenti
La nascita di nuove imprese, lo sviluppo di centri di ricerca e formazione e della città universitaria, con atenei di eccellenza a livello internazionale come il Politecnico e il Campus Einaudi, hanno messo in campo nuovi stimoli e risorse che le Istituzioni hanno saputo valorizzare, ma che devono continuare a sostenere, in chiave europea. Per attrarre talenti e investimenti – e per mantenere quelli che già ci sono – occorre prestare una maggiore attenzione a chi sviluppa capacità di impresa attraverso incubatori, acceleratori e startup, favorendo non solo un network di saperi e conoscenze, che vada oltre l’auto-referenzialità dei singoli progetti e imprese, ma anche prevedendo agevolazioni burocratiche, incentivi e strumenti che permettano di sviluppare la ricerca e l’economia condivisa, la sharing economy, e la creazione di nuove forme di imprenditorialità, accanto a quelle ‘tradizionali’.
Alimentare l’innovativo ecosistema torinese delle startup
L’innovazione e lo sviluppo strategico di Torino passano attraverso un ecosistema di startup che si sta consolidando e può offrire crescenti opportunità di investimenti e lavoro, in particolare – ma non solo – ai giovani, incrementando allo stesso tempo il dinamismo della città e caratterizzandola anche a livello internazionale, grazie all’operato congiunto di università e centri di ricerca, incubatori, acceleratori di imprese e coworking, investitori, imprese e fornitori di servizi. L’Amministrazione comunale deve quindi continuare ad accompagnare questo percorso di sviluppo, in maniera non invasiva, ma agevolando chi viene a studiare, a formarsi e a investire da noi. «Le sei proposte per favorire la nascita e lo sviluppo di Start Up torinesi – spiega Fosca Nomis – si collocano nel percorso di trasformazione avviato negli ultimi anni a Torino. Qui, grazie al nostro vissuto industriale, c’è un terreno fertile per l’innovazione e l’avanguardia. Qui sono nate eccellenze italiane (cinema, televisione, arte, design, jazz, fablab, innovazione sociale, ecc.). E qui ora si sta sviluppando un’economia innovativa legata alle startup che può trainare la ripresa, se saremo in grado di creare condizioni favorevoli per attrarre a Torino investitori e imprenditori, in particolare tra i giovani». In particolare, le idee che sono emerse recentemente a seguito di una presentazione ai Rinascimenti Sociali di Torino, invitano le istituzioni locali ad attivare forme di residenzialità per giovani startuppers, analogamente a quanto accade per gli studenti universitari; prevedere agevolazioni fiscali per le Start Up e per chi le ospita; aprire uno Sportello Start Up, per semplificare i rapporti con la Pubblica Amministrazione e offrire un welcome pack, per usufruire di servizi della Città di Torino a condizioni agevolate (bike sharing, car sharing, trasporti pubblici, impianti sportivi, coworking, ecc.); sviluppare il sistema di dati aperti (Open Data) associato ai Big Data del territorio, da mettere a disposizione di policy makers e Start Up per sviluppare servizi rivolti alla cittadinanza; promuovere la visibilità delle imprese sociali più innovative e favorire la condivisione di saperi e risorse, in una logica di rete; organizzare un palinsesto di eventi di richiamo internazionale sui temi dell’innovazione, con il duplice obiettivo di valorizzare l’attuale ecosistema torinese delle Start Up e di attrarre nuovi investitori e imprese internazionali.
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