19 novembre 2019
Aggiornato 18:30
inventò la chiocciola

Morto Raymond Tomlinson, il padre delle mail

Fu il padre della mail come le conosciamo noi oggi e della «chiocciola». Sviluppò il programma in gran segreto mentre stava lavorando allo sviluppo di Arpanet, la rete riservata ai militari che poi si trasformò in Internet

E' morto all'età di 74 anni
E' morto all'età di 74 anni Shutterstock

BOSTON - E’ morto sabato scorso all’età di 74 anni Raymond Tomlinson, da tutti considerato come il padre di quella che oggi consideriamo una banalità, ma che all’epoca fu un invenzione a dir poco stupefacente e che cambiò per sempre il nostro modo di comunicare: la mail e, non meno importante, la «chiocciola» che contraddistingue tutti gli indirizzi.

Raymond Tomlinson padre della chiocciola
La notizia della morte di Tomlinson è stata divulgata ieri da un altro dei pionieri del web, Vinton Gray Cerf, meglio conosciuto come Vin Cerf, oggi vice-presidente di Google. Dopo una laurea al Mit di Boston, Raymond cominciò i suoi studi sul mondo delle mail. La prima fu inviata nel 1971: un progetto che Raymond sviluppò in grande segreto mentre stava lavorando allo sviluppo di Arpanet, la rete riservata a militari e ricercatori che successivamente avrebbe poi dato vita a Internet come lo conosciamo noi oggi. A lui si deve l’invenzione della cosiddetta «chiocciola» che contraddistingue tutti gli indirizzi mail e sempre a lui la composizione della posta elettronica, come la categoria destinatario e oggetto. Ma perché proprio «@»? In inglese la scelta era facile, quel segno, infatti, si legge «at» che è la preposizione indicativa del luogo. E’ anche l’unica preposizione disponibile sulla tastiera di un computer, come spiegò lui.

La prima mail fu spedita tra due macchine
Nel suo blog Raymond ha raccontato tutta la storia delle mail, dal primo processo embrionale fino alla creazione della posta elettronica come la conosciamo oggi, per evitare il diffondersi di leggende in merito all’invenzione. La prima mail fu inviata tra due macchine che si trovavano l’una accanto all’altra e collegate tramite Arpanet. A sua detta il primo messaggio su decisamente insignificante e probabilmente rappresentava la sequenza QWERTYUIOP (le prime lettere della tastiera). «Non credete a tutto quel che leggete e non credete a tutto quello che leggete sul web - scriveva Raymond sul suo blog -. Ricordate che ci sono esseri umani che stanno dietro queste pagine e gli esseri umani fanno errori». Oggi esistono nel mondo 4 miliardi di indirizzi mail. Le mail che rappresentano il traffico aziendale raggiungo i 100 miliardi l’anno.