29 febbraio 2024
Aggiornato 09:30
La crisi coreana

Coree, alla frontiera entrano in funzione le sentinelle robot

Le sperimenta Seoul. Identificano pericoli e se è necessario sparano

ROMA - La zona demilitarizzata (Dmz) che separa la Corea del Nord da quella del Sud è la frontiera più sorvegliata del mondo, con decine di migliaia di militari che vigilano contro incursioni nel territorio. Parte degli uomini, presto, potrebbero essere sostituiti da robot. Entra nella fase di test sul campo, scrive la rivista specializzata Pc World, un progetto sudcoreano risalente al 2005: popolare il confine di automi in grado di affiancare i soldati in carne ed ossa nell'azione di controllo.

Non si tratta di robot che pattugliano col fucile a tracolla. Le sentinelle automatizzate sono torrette dotate di sensori e telecamere in grado di individuare movimenti indebiti (e fin qui nulla di straordinario), ma che sono armate e in grado di far fuoco. I robot identificano i potenziali pericoli provenienti dal nord e all'occorrenza sparano. Sempre sotto il controllo di un supervisore umano.

Li ha sviluppati per Seoul la multinazionale sudcoreana Samsung, che li definisce «drone stazionari». Gli Sgr-1 (questa la sigla della sentinella robot) agiscono più come una torretta armata che come un robot vero e proprio. Sono equipaggiati con una mitragliatrice da 5,5 mm accanto a sensori di movimento e di calore, e sono in grado di riconoscere potenziali bersagli a oltre tre chilometri di distanza, contro i quattro chilometri di larghezza dell'intera zona demilitarizzata.

Per ora, la decisione di sparare al profilarsi di un pericolo non è affidata al robot, ma a un addetto umano che «vede» attraverso le telecamere della torretta (che è munita anche di armi non letali, come lanciatori di proiettili di gomma). Le uniche capacità di decisione autonoma di cui è dotato Sgr-1 sono quelle di attivare l'allarme quando qualcosa di sospetto entra nell'area di territorio tenuta sotto controllo dai suoi sensori. Ma il futuro delle armi robotizzate sta nell'intelligenza artificiale, di cui sono già dotati alcuni modelli avanzati di aerei senza pilota, che identificano da soli i bersagli e decidono di centrarli secondo una serie di specifiche inserite nei loro circuiti. Senza controllo umano diretto.