28 gennaio 2020
Aggiornato 10:30
Rapporto: «Grande? Taglie degli abiti e etichettatura delle taglie»

Comprare abiti? Prima provateli!

Ricercatori di Finlandia, Norvegia e Svezia, hanno valutato quanto efficiente e informativo sia oggi il sistema delle taglie

Gli appassionati di shopping sanno esattamente cosa stanno facendo quando, con le braccia cariche di vestiti, vanno verso i camerini. Le taglie variano a seconda dei vestiti e small, medium e large non corrispondo più a quelle che erano una volta, afferma un rapporto intitolato «Grande? Taglie degli abiti e etichettatura delle taglie (Large? Clothing sizes and sizes labelling)». Gli autori, ricercatori di Finlandia, Norvegia e Svezia, hanno valutato quanto efficiente e informativo sia oggi il sistema delle taglie.

Sulla base di un sondaggio effettuato tra i consumatori, sulle misure dei pantaloni nei tre paesi nordici e sulla base di interviste approfondite svolte in Norvegia, i ricercatori hanno steso un rapporto relativo a: la relazione tra le taglie dei vestiti e le taglie effettive degli stessi; il punto di vista dei consumatori relativamente a questo e la loro esperienza in proposito.

Secondo gli autori, i sistemi di taglie utilizzati oggi sono ambigui per molti consumatori. La loro sensazione trova riscontro nella realtà, quando le misure dei pantaloni differiscono tra le diverse taglie o tra taglie uguali. In alcuni casi i ricercatori hanno scoperto che i pantaloni etichettati come «large» erano in realtà più piccoli dei pantaloni che riportavano l'etichetta «small». Va inoltre notato che le taglie per i pantaloni da donna variano maggiormente rispetto a quelle dei pantaloni destinati ai consumatori maschi.

Il rapporto indica che vi sono poche variazioni sistematiche tra le taglie e le etichette che le riportano, che dipendono da: il paese d'origine del marchio del capo d'abbigliamento; il paese di produzione; differenze generiche tra Finlandia, Norvegia e Svezia. La relazione sottolinea, tuttavia, che i pantaloni venduti nei negozi che si rivolgono a un pubblico femminile giovane sono leggermente più piccoli rispetto a quelli dei negozi il cui target è composto da donne adulte.

Al momento, i sistemi di etichettatura variano enormemente per mezzi e impiego. Il Comitato europeo di normalizzazione (CEN), anche a questo proposito, ha in progetto di sviluppare una nuova norma comune per l'etichettatura delle taglie dei capi di abbigliamento. Il CEN ritiene che le norme possano facilitare le vite dei consumatori a livello mondiale e che ogni aspetto della società dovrebbe riflettersi nella stesura di una nuova norma.

Secondo i ricercatori, i consumatori giudicano adeguato l'attuale sistema di etichettatura, ma vedono positivamente l'introduzione di una norma comune che disciplini l'etichettatura. I consumatori avranno la possibilità di individuare con maggiore facilità i capi d'abbigliamento della loro taglia, riducendo il numero di acquisti sbagliati, poiché verranno rafforzate la loro comprensione e la loro conoscenza della relazione tra corpo, capi d'abbigliamento e etichettatura delle taglie. I ricercatori evidenziano che queste conoscenze migliorate contribuirebbero al dibattito relativo al peso corporeo e alla forma fisica ideale per la salute.

Il rapporto è stato redatto dai ricercatori del Norwegian National Institute for Consumer Research (SIFO), ed è stato tradotto e diffuso dai rappresentanti del National Consumer Research Centre (Finlandia) e del Centre for Consumer Science presso l'università di Gothenburg (Svezia).

Per maggiori informazioni, visitare:

National Institute for Consumer Research (SIFO):
http://www.sifo.no

Comitato europeo di normalizzazione:
http://www.cen.eu/cenorm

Università di Gothenburg:
http://www.gu.se