20 settembre 2019
Aggiornato 14:00
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Panasonic chiude 27 impianti e taglia 15.000 posti di lavoro

La crisi economica colpisce anche il colosso dell'elettronica di Osaka. Perdite anche per il gruppo automobilistico Mitsubishi Motors

La crisi mondiale travolge anche i colossi dell'elettronica e del settore automobilistico giapponese. Panasonic annuncia il taglio di 15 mila posti di lavoro a livello complessivo e la chiusura di 27 impianti. Ma il gruppo è solo l'ultimo, in ordine di tempo, a ricorrere ai licenziamenti. A cedere prima sono stati Sony, Hitachi, Toshiba e Nec.

Perdite anche per il costruttore automobilistico giapponese Mitsubishi Motors, che ha annunciato oggi che si ritirerà totalmente dai rally, compreso Dakar, a causa della crisi economica.

Panasonic, che già aveva rivisto al ribasso le stime sugli utili, a 250 milioni di euro, ha reso noto di averle ritoccate ulteriormente, ipotizzando un disavanzo al 31 marzo prossimo prossimo ai 3,2 miliardi di euro, per effetto - si legge in una nota - «del continuo peggioramento della domanda sui mercati e alla risalita dello yen verso le principali valute». E pensare che nell'aprile dell'anno scorso, Panasonic registrava utili record. Tra gli impianti da chiudere del gruppo di Osaka, 13 sono in Giappone, mentre la riduzione dei posti di lavoro avverrà gradualmente entro la conclusione del prossimo esercizio, a marzo 2010.