27 gennaio 2022
Aggiornato 21:30

Infinita..mente. Bach e il pianoforte digitale

Domenica 1° febbraio l’appuntamento con l’omaggio a Hofstadter

Palazzo Forti ospiterà domenica 1° febbraio alle 10.30 Pierdaniele Giaretta, Giorgio Dendi, Andrea Cipriani e Federico Fontana che si confronteranno sull’attualità del volume di Douglas Hofstadter «Gödel, Escher, Bach: un'eterna Ghirlanda Brillante»: un celebre saggio pubblicato la prima volta nel 1979 e vincitore di un Premio Pulitzer.

Inserito in «Infinitamente», il festival di scienze e arti che si terrà il prossimo week end a Verona, l’appuntamento si propone di approfondire l'intreccio delle opere creative del logico Kurt Gödel, dell'artista Escher e del compositore Johann Sebastian Bach.

Di particolare interesse la tavola rotonda dal titolo «Gli strani anelli nell’opera di Bach. Un esempio di musica teoretica, tra ars e scientia» con due ospiti dell’ateneo scaligero: Andrea Cipriani, professore di psichiatria clinica alla facoltà di Medicina e Federico Fontana, ricercatore di informatica alla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. A moderare l’incontro il preside della facoltà di Scienze Roberto Giacobazzi. Il titolo di questa tavola rotonda fa riferimento al testo di Hofstadter in cui è presente un esame della forma del canone in musica e una discussione sulla litografia «Mani che disegnano» di Maurits Escher, in cui due mani si disegnano a vicenda. Per descrivere questi oggetti autoreferenti Hofstadter ha inventato l'espressione «Strani Anelli».

La discussione su questa tematica sarà accompagnata dalla performance di Andrea Cipriani che eseguirà alcuni brani tratti dalle opere di Bach utilizzando un pianoforte molto particolare, messo a punto da un gruppo di ricerca del dipartimento di Informatica dell’Università di Verona coordinato da Federico Fontana. Si tratta di un software musicale all’avanguardia per la produzione di suoni di pianoforte. La novità del lavoro sta proprio nell’aver messo a punto un software innovativo che, invece di riprodurre suoni caricati in memoria, simula il comportamento meccanico del pianoforte, permettendo alla macchina di interagire con il musicista nel modo più naturale e «reale» possibile.

Per ulteriori informazioni http://www.infinitamente.univr.it/