18 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
Tra gli oggetti c'è un abito da sposa in barattolo

A Los Angeles il museo degli amori finiti, tra cimeli e stranezze

Di musei bizzarri ne esistono tanti in giro per il mondo ma quello degli amori finiti, aperto la scorsa estate a Los Angeles, entra a pieno diritto nella lista dei più curiosi

https://adv.diariodelweb.it/video/askanews/2016/12/20161222_video_14421933.mp4

ROMA - Di musei bizzarri ne esistono tanti in giro per il mondo ma quello degli amori finiti, aperto la scorsa estate a Los Angeles, entra a pieno diritto nella lista dei più curiosi. Si trova sulle celebre Walk of Fame di Hollywood, ma al suo interno non ci sono esposti oggetti appartenenti a star o personaggi famosi. Ma lettere, cimeli, ricordi di coppie che hanno rotto le loro relazioni.

Il Museo
Il «Museum of Broken Relationships» è nato sulla scia del Museo delle Relazioni Finite di Zagabria, fondato nel 2010 dalla coppia di artisti Olinka Vistica e Drazen Grubisc che lo aprirono per raccogliere gli oggetti acquistati insieme durante la loro storia, poi finita. "I pezzi non sono necessariamente forme d'arte - spiega la direttrice del museo Alexis Hyde - sono stati parte della loro relazione ma acquistano senso se messi tutti insieme con l'idea originale dei due artisti. Il museo stesso rappresenta un concetto sofisticato d'arte concettuale, va al cuore del problema, fa capire cosa vuol dire essere umani, studia le relazioni umane".

Catartico
«A volte è catartico» dice ancora la direttrice, «ci sono molte persone che dopo averlo visitato mi hanno chiesto di poter lasciare qui i propri oggetti e affetti degli amori finiti, per allontanarli definitivamente dalla propria vita. Li ho aiutati a sbarazzarsene».

L'abito da sposa in un  barattolo
Una donna dopo il divorzio ha deciso persino di mettere il suo abito da sposa in un barattolo. E tra le altre curiosità ci sono un paio di protesi mammarie che una donna si era fatta mettere per compiacere il suo fidanzato. Per 5 anni ha avuto problemi, come se il suo corpo le rigettasse, finché si è sottoposta a diversi interventi per rimuoverle e adesso non le vuole più vedere. Un museo di sicuro impatto emotivo dice una visitatrice. «Credo che la cosa interessante siano le storie personali, ti senti davvero toccato da alcune di loro, qui si provano delle emozioni diverse da quelle che si possono provare in ogni altro museo tradizionale».