23 marzo 2019
Aggiornato 16:00
Stati Uniti

Controlli medici sui bimbi al confine Usa-Messico

La decisione è stata presa dopo la seconda morte in meno di un mese di un bambino migrante in custodia delle autorità USA

Controlli medici sui bimbi al confine Usa-Messico
Controlli medici sui bimbi al confine Usa-Messico ANSA/EPA

NEW YORK - Controlli medici per tutti i bambini sotto i 10 anni arrivati illegalmente negli Stati Uniti e nelle mani delle autorità americane. E' quanto è stato ordinato dalla Customs and Border Protection (Cbp), l'agenzia federale americana parte del dipartimento per la Sicurezza nazionale preposta al controllo dei confini statunitensi. La decisione è stata presa dopo la seconda morte in meno di un mese di un bambino migrante in custodia delle autorità Usa.

Ad avere perso la vita è stato Felipe Gómez Alonzo, otto anni, originario del Guatemala; era in custodia insieme al padre Agustin Gomez dal 18 dicembre. Prima di lui ad essere morta in un centro di detenzione americano è stata Jakelin Caal, sette anni, il cui corpo è stato rimpatriato domenica 23 dicembre dal Texas in Guatemala; era sopravvissuta a un viaggio di quasi 4mila chilometri salvo poi morire meno di 48 ore dopo essere finita nelle mani degli agenti Usa al confine tra Usa e Messico.

L'ultima tragedia si è verificata mentre il governo federale americano resta parzialmente chiuso a causa di uno scontro tra il presidente Donald Trump e il Congresso sul muro: lui esige 5 miliardi di dollari per finanziarne la costruzione ma i democratici sono contrari. E così gli Stati Uniti vivono il terzo shutdown del 2018.

Le autorità del Guatemala hanno chiesto un'indagine sull'ultimo decesso mentre molti politici americani hanno denunciato la politica sull'immigrazione dell'amministrazione Trump, giudicata responsabile dell'accaduto. Ieri la Casa Bianca ha detto di essere «molto rattristata» dall'ultimo decesso e che l'amministrazione stava cercando di capire cosa accaduto.

Lunedì 24 dicembre il bambino era stato trasferito in un centro medico del New Mexico dopo aver mostrato sintomi gravi. Dopo il ricovero gli era stato diagnosticato un raffreddore e poi la febbre. E' stato dimesso a mezzogiorno e trattato con ibuprofene e antibiotico con amoxicillina.

Alonzo è ritornato in ospedale dopo aver manifestato nausea e vomito. E' morto lo stesso lunedì prima di mezzanotte. Non è stata ancora stabilita la causa del decesso; non è chiaro se sia il risultato delle cure ricevute in Usa, del viaggio difficile vissuto o delle due cose insieme.

E' stata «garantita un'indagine approfondita e indipendente sulle circostanze». I l Cbp ha detto di avere bisogno dell'aiuto di altre agenzie governative per fornire servizi sanitari. Per questo «sta valutando opzioni per aumentare l'assistenza medica» con l'aiuto della Guardia costiera e potrebbe chiedere sostegno dai dipartimenti della Sanità e della Difesa e dalla Federal Emergency Management Agency (l'equivalente americano della Protezione civile italiana).