Giravano il mondo in bici: uccisi dai terroristi dell'Isis

La drammatica storia di Jay e Lauren, due 29enni americani che stavano realizzando il loro sogno. Hanno perso la vita in Tagikistan, travolti e accoltellati
Jay Austin e Lauren Geoghegan, i due ciclisti americani uccisi dall'Isis in Tagikistan
Jay Austin e Lauren Geoghegan, i due ciclisti americani uccisi dall'Isis in Tagikistan (SimplyCycling.com)

DUSANBE – Avevano deciso, un anno fa, di licenzarsi dal lavoro per avverare il loro sogno: fare il giro del mondo in bicicletta. Mossi dalla passione, dall'amore per la vita e dalla fiducia nelle persone: «I media ti raccontano che il mondo è un posto grande e spaventoso, pieno di gente cattiva di cui non fidarsi. Io non me la bevo», scrivevano nel blog (intitolato Symply Cycling, «semplicemente ciclismo») e nel profilo Instagram che avevano aperto proprio per documentare dettagliatamente le loro avventure. Finché Jay Austin e Lauren Geoghegan, 29enni americani, non hanno incontrato il terrore.

L'attacco assassino
Dopo aver attraversato tre continenti e ventiquattro nazioni, in ben 369 giorni di pedalata, infatti, la coppia ha raggiunto il Tagikistan, insieme ad altri due ciclisti europei, uno svizzero ed un olandese. E lì il loro viaggio si è interrotto in modo tanto brusco quanto insensato: quando un'automobile li ha investiti a tutta velocità, su una strada panoramica nel sud-ovest del Paese, nel distretto di Danghara, a 150 chilometri a sud della capitale Dusanbe. Ma non si è trattato di un incidente: dopo averli travolti, infatti, gli uomini a bordo della macchina li hanno finiti a coltellate e a fucilate. È stato un attacco terroristico in piena regola, il primo rivendicato ufficialmente dall'Isis nella zona.

Il dolore e il cordoglio
Così, con un'azione tanto crudele quanto vigliacca, i fondamentalisti islamici hanno deciso di punire quei «miscredenti», evidentemente troppo liberi e felici per loro. Ai loro parenti, ai loro amici e anche ai tanti fan che semplicemente avevano imparato a conoscerli e a seguire il loro folle e meraviglioso percorso, attraverso il loro racconto sui social network, restano solo le foto e le parole che hanno lasciato scritte, come un loro inconsapevole testamento morale: «In questo nostro grande magnifico mondo c’è tanta magia da scoprire. Quando incontri gente come chi ci sta ospitando, ti viene voglia di ridare indietro qualcosa al mondo intero. Diventi qualcuno che vuole accogliere gli altri. Un mercante nell’economia del dono».