5 febbraio 2023
Aggiornato 18:00
Esteri | Egitto

2 morti al Cairo, incendiate sedi Federcalcio, Polizia e hotel di lusso

Uno sarebbe soffocato a causa dei gas lacrimogeni, l'altro sarebbe stato raggiunto da un proiettile, secondo il ministero della Sanità - dopo la sentenza del Tribunale della capitale egiziana sulle violenze avvenute l'anno scorso nello stadio di Port Said e costate la vita a 74 tifosi dell'Al-Ahly

ROMA - Sono due i manifestanti morti oggi al Cairo negli scontri contro la polizia - uno sarebbe soffocato a causa dei gas lacrimogeni, l'altro sarebbe stato raggiunto da un proiettile, secondo il ministero della Sanità - dopo la sentenza del tribunale della capitale egiziana sulle violenze avvenute l'anno scorso nello stadio di Port Said e costate la vita a 74 tifosi dell'Al-Ahly.

Secondo un corrispondente di France Presse sul posto, un dimostrante è stato trasportato in una moschea a Piazza Tahrir, la piazza simbolo della rivolta, con ferite da arma da fuoco, mentre i medici hanno confermato il suo decesso.

Al Cairo oggi i tifosi inferociti hanno incendiato un circolo della polizia e la sede della Federcalcio egiziana e danneggiato l'hotel di lusso «Semiramis», situato nel quartiere che ospita diverse ambasciate, tra cui quella americana. Devastata anche la sede del quotidiano locale al-Watan. La polizia ha sparato gas lacrimogeni e proiettili, dopo che gli scontri si sono intensificati su un corso vicino alle rive del Nilo, dove i mezzi della polizia avevano bloccato la strada.

Un tribunale del Cairo ha emesso oggi la sentenza nei confronti degli ultimi 52 imputati, soprattutto tifosi di una squadra di calcio di Port Said, l'al Masry, accusati di essere responsabili delle violenze nello stadio locale costate la vita l'anno scorso a 74 persone, provocando nuove violenze nella capitale egiziana e a Port Said. Le pene vanno da un anno di reclusione all'ergastolo. La corte ha anche confermato le condanne a morte già emesse per 21 dei 73 imputati ma ha anche disposto l'assoluzione di 28 imputati, fra cui sette poliziotti. Le violenze erano scoppiate nel febbraio 2012 al termine di un match a Port-Said contro la squadra di calcio locale al Masry.

La prima sentenza emessa dal tribunale di Port Said nello scorso febbraio aveva innescato disordini e violenze costati la vita a decine di persone e che hanno portato alla rimozione del responsabile della polizia della città e del comandante delle forze antisommossa; la seconda tranche del processo era stata trasferita al Cairo per motivi di sicurezza.