5 febbraio 2023
Aggiornato 17:30
Esteri | Egitto

Port Said, nuove tensioni anche al Cairo dopo il verdetto

Un tribunale del Cairo ha emesso oggi la sentenza nei confronti degli ultimi 52 imputati, soprattutto tifosi di una squadra di calcio di Port Said, l'al Masry, accusati di essere responsabili delle violenze nello stadio locale costate la vita l'anno scorso a 74 persone, provocando nuove violenze nella capitale egiziana e a Port Said

IL CAIRO - Un tribunale del Cairo ha emesso oggi la sentenza nei confronti degli ultimi 52 imputati, soprattutto tifosi di una squadra di calcio di Port Said, l'al Masry, accusati di essere responsabili delle violenze nello stadio locale costate la vita l'anno scorso a 74 persone, provocando nuove violenze nella capitale egiziana e a Port Said. Le pene vanno da un anno di reclusione all'ergastolo. La corte ha anche confermato le condanne a morte gią emesse per 21 dei 73 imputati ma ha anche disposto l'assoluzione di 28 imputati, fra cui sette poliziotti. Le violenze erano scoppiate nel febbraio 2012 al termin di un match a Port-Said contro la squadra di calcio locale al Masry.

Poco dopo il verdetto, un edificio che ospitava un circolo ricreativo della polizia del Cairo e la sede della Federcalcio egiziana, situata nello stesso quartiere, sono stati dati alle fiamme da un gruppo di tifosi dell'al Ahly, in collera per delle pene giudicate troppo clementi e l'assoluzione di numerosi poliziotti.
A Port Said, sul canale di Suez, centinaia di manifestanti hanno bloccato il traffico dei traghetti che collegano le due rive del canale per denunciare la conferma delle pene capitali che interessano prevalentemente tifosi del club locale e hanno bruciato pneumatici.
La prima sentenza emessa dal tribunale di Port Said nello scorso gennaio aveva innescato disordini e violenze costati la vita a decine di persone e che hanno portato alla rimozione del responsabile della polizia della cittą e del comandante delle forze antisommossa; la seconda tranche del processo era stata trasferita al Cairo per motivi di sicurezza.