23 gennaio 2020
Aggiornato 04:00
Aperte le urne

Sierra Leone, un voto sulla tenuta della Democrazia

E' la prima volta che il Governo organizza le operazioni di voto senza il sostegno dell'Onu e che si tengono, lo stesso giorno, elezioni presidenziali, legislative, comunali e regionali

FREETOWN - Si sono aperte le urne in Sierra Leone, dove oggi circa 2,6 milioni di elettori sono chiamati a partecipare a un voto ritenuto un cruciale per il consolidamento della democrazia a 10 anni dalla fine di una lunga guerra civile (1991-2002), costata la vita a 120.000 persone. E' la prima volta, infatti, che il governo organizza le operazioni di voto senza il sostegno dell'Onu e che si tengono, lo stesso giorno, elezioni presidenziali, legislative, comunali e regionali.

Per le presidenziali sono otto i candidati, tra cui l'attuale capo dello Stato Ernest Koroma, dato per favorito, e l'ex capo della giunta militare che guidò il Paese nel 1996, Julius Maada Bio. Gli analisti non escludono che si vada al ballottaggio, a fronte del grande sostegno conquistato da Maada Bio soprattutto tra i giovani, le principali vittime della disoccupazione, che oscilla tra il 60 e il 65 per cento. Eletto nel 2007, Koroma corre per il suo secondo e ultimo mandato, come previsto dalla Costituzione, e può vantare di aver riavviato la ricostruzione delle infrastrutture distrutte durante la guerra, in particolare strade e rete elettrica, sebbene diversi analisti abbiano denunciato la «massiccia corruzione» che l'ha segnata.

Sul piano sociale, il governo di Koroma ha creato un sistema di assistenza sanitaria gratuita per le giovani mamme e i bambini, ma il tasso di mortalità materna e infantile rimane uno dei più alti del mondo e l'aspettativa di vita è di soli 47 anni. Secondo Jonathan Bhalla, analista dell'Istituto di ricerche sull'Africa che ha sede a Londra, il mandato di Koroma è lungi dall'essere stato «disastroso», ma il «vero banco di prova per la Sierra Leone è sapere come il candidato perdente accetterà la sconfitta».