16 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Esteri | Israele

L'uccisione di Rachel Corrie fu un spiacevole incidente

L'attivista americana fu travolta da bulldozer militare nel 2003 a Gaza. Il giudice, secondo quanto si legge oggi sul Jerusalem Post, si è detto convinto del fatto che l'esercito israeliano non ha violato il diritto alla vita di Corrie che, a sua volta, avrebbe ignorato il pericolo. Madre di Rachel Corrie: Dispiaciuti per sentenza Corte

HAIFA - L'uccisione di Rachel Corrie, l'attivista americana filo-palestinese uccisa nel 2003 a Gaza da un bulldozer militare israeliano, è stato «uno spiacevole incidente» che la vittima avrebbe potuto evitare perché consapevole dei rischi. E' quanto ha deciso la Corte di Haifa: il giudice Oded Gershon ha fatto riferimento ad «attività di combattimento» delle forze israeliane, ricordando l'attacco subito dai militari dello Stato ebraico, nella stessa zona, nelle ore immediatamente precedenti la morte di Corrie.
Il giudice, secondo quanto si legge oggi sul Jerusalem Post, si è detto convinto del fatto che l'esercito israeliano non ha violato il diritto alla vita di Corrie che, a sua volta, avrebbe ignorato il pericolo. Lo Stato, ha insistito il giudice, non può considerarsi responsabile per alcun «danno causato» in situazioni di combattimento: la morte dell'attivista americana può dunque considerarsi solo come «uno spiacevole incidente».

Madre di Rachel Corrie: Dispiaciuti per Sentenza Corte - Cindy Corrie, la madre della pacifista americana uccisa nel 2003 a Gaza da un bulldozer israeliano, si è detta oggi «profondamente dispiaciuta» per la sentenza della Corte di Haifa, che ha definito l'omicidio come «uno spiacevole incidente» avvenuto 2in una situazione di combattimento».
«Siamo profondamente rattristati e dispiaciuti per quello che abbiamo sentito oggi da parte del giudice Oded Gershon», ha affermato Cindy Corrie dopo la lettura del verdetto.
Il giudice ha deciso che nessuna negligenza è alla base della morte di Rachel Corrie. L'esercito israeliano, ha spiegato il giudice, non ha violato il diritto alla vita di Corrie che, a sua volta, avrebbe invece ignorato il pericolo. Lo Stato, ha insistito Gershon, non può considerarsi responsabile per alcun «danno causato» in situazioni di combattimento: la morte dell'attivista americana può dunque considerarsi solo come «uno spiacevole incidente».