Sparatoria Karlsruhe, vittime uccise con colpo alla testa
Così si è concluso il folle tentativo di un uomo disoccupato, Bertrand K., 53 anni, di opporsi allo sgombero dell'abitazione della compagna da parte dell'ufficiale giudiziario
KARLSRUHE - Quando gli agenti speciali hanno fatto irruzione nel trilocale a Karlsruhe, in Baden Wuerttemberg, sud-ovest della Germania, si sono trovati di fronte una scena terrificante: cinque cadaveri, alcuni dei quali legati e con dei fori di proiettile alla testa. Così si è concluso il folle tentativo di un uomo disoccupato, Bertrand K., 53 anni, di opporsi allo sgombero dell'abitazione della compagna da parte dell'ufficiale giudiziario.
I FATTI - Alle 8 del mattino il funzionario aveva suonato alla porta per sfrattare l'inquilino. Con lui c'erano un fabbro, il nuovo proprietario di casa e un assistente sociale. Quest'ultimo è diventato uno dei più importanti testimoni, perchè si è salvato. Bertrand lo ha lasciato andare e lui ha avvertito la polizia, che è arrivata sul posto con circa 200 agenti.
I poliziotti avevano tentato più volte di mettersi in contatto con il sequestratore, invano. L'area è stata delimitata, una scuola chiusa. Tre ore dopo circa, verso le 11.38, del fumo usciva dall'abitazione. Bertrand aveva dato fuoco a un tappeto. Le forze speciali si sono allora decise a intervenire, ma è troppo tardi. Nell'abitazione hanno trovato i cinque cadaveri: l'ufficiale giudiziario e il nuovo proprietario, il fabbro e lo stesso omicida, che si è sparato alla testa. Nella stanza da letto, inoltre, il corpo di una donna. E' la compagna di Bertrand, uccisa con un colpo al petto.
UNA VERA ESECUZIONE - Secondo gli inquirenti, la donna da tempo non pagava più l'affitto. Il nuovo proprietario aveva pertanto chiesto uno sfratto esecutivo. «Si tratta di un'azione premeditata - ha confermato il procuratore - una vera esecuzione».