25 settembre 2020
Aggiornato 18:30
La Chiesa e le donne

«Osservatore romano»: Nessun «bullismo» con le suore USA

Corsivo di prima pagina di Lucetta Scaraffia dedicato al confronto tra suore statunitensi e congregazione per la Dottrina della fede: Trasformato in un colloquio sereno quello che sembrava autoritarismo

CITTÀ DEL VATICANO - L'Osservatore romano affida a Lucetta Scaraffia, storica e editorialista, un corsivo di prima pagina dedicato al confronto tra suore statunitensi e congregazione per la Dottrina della fede nel giorno in cui il quotidiano vaticano pubblica il secondo numero del suo inserto femminile ('donne, chiesa, mondo') dedicato, questa volta, al tema della «cura».

L'ARTICO DI GARRY WILLS - «Con il titolo provocatorio Bullying the Nuns ('Fare i bulli con le suore') sulla 'New York Review of Books'del 7 giugno è stato pubblicato l'articolo di uno scrittore cattolico, Garry Wills, dedicato alla questione che è sembrata contrapporre la Congregazione per la Dottrina della Fede e la Leadership Conference of Women Religious, l'organizzazione che raccoglie la maggior parte delle suore statunitensi. In sintesi, secondo Wills, le suore sono accusate di occuparsi troppo dell'impegno sociale (di cui si parlerebbe nel Vangelo) e di interessarsi troppo poco di aborto e contraccezione (di cui invece non si parlerebbe nel Vangelo)», scrive Scaraffia, secondo la quale l'articolo «non convince» relativamente al controverso tema della salute riproduttiva, ma è apprezzabile per «le parole di elogio che Wills rivolge alle suore che ha conosciuto da vicino, alla loro missione svolta quasi sempre in modo silenzioso e umile, ma non per questo priva di acuto discernimento storico e spirituale».

ELOGIO DELLE SUORE - Scaraffia conclude il suo articolo, intitolato 'Elogio delle suore', scrivendo che «ciò che viene rappresentato come uno scontro fra uomini potenti e donne umili, oggi, non viene tollerato dall'opinione pubblica. Ma il recente colloquio del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale William Joseph Levada, con le rappresentanti della Leadership Conference of Women Religious sembra avere rimesso le cose a posto, trasformando quello che sembrava un atto di autoritarismo maschile in un colloquio sereno e collaborativo fra soggetti che si ascoltano e si rispettano».