31 luglio 2021
Aggiornato 05:00
Tragedia nel Mar Mediterraneo

Unhcr: «Inconcepibile» migranti lasciati alla deriva

Boldrini: «Serve collaborazione tra tutti gli attori» che vi operano

ROMA - E' davvero «inconcepibile» che nel Mar Mediterraneo «possano esserci imbarcazioni stracolme di migranti alla deriva per settimane». Lo ha sottolineato Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), commentando con i giornalisti a Roma la notizia pubblicata dal Guardian, secondo cui decine di migranti africani sono stati lasciati morire di fame e di sete nel mar Mediterraneo, dopo che unità europee e della Nato hanno ignorato le loro richieste di aiuto.

«Stabilire le responsabilità non spetta a noi», ha affermato Boldrini chiarendo di non poter confermare la notizia pubblicata dal quotidiano britannico, ma elogiandone il lavoro di inchiesta, «Quello che noi possiamo fare è evidenziare che c'è un problema e fare in modo che si trovino le soluzioni, sollecitare un interessamento e maggiore attenzione. Infatti abbiamo anche chiesto un incontro con la Nato e su questo tema stiamo dialogando».

«C'è bisogno di arrivare a un sistema che sia mirato a questo, al di là delle regole di ingaggio che ognuno ha in questo momento salvare le vite umane deve rimanere un obiettivo chiaro ed essere una priorità per tutti», ha proseguito la portavoce Unhcr, «E' veramente inconcepibile che in un Mar Mediterraneo così pieno di attività, così pieno di navi, possano esserci imbarcazioni stracolme di migranti alla deriva per settimane. Questo non si spiega. Tanto più che i migranti stessi quando arrivano ci dicono di aver incrociato diverse imbarcazioni». E, ha aggiunto, proprio nel Mediterraneo «c'è bisogno oggi più che mai di una collaborazione tra tutti gli attori» che vi operano.

«E' importante riuscire ad arrivare prima che sia troppo tardi, perché un'imbarcazione stracolma di persone è di per sé un'imbarcazione in pericolo. E' necessario riuscire a mettere a punto una maggior cooperazione in tutti gli stati, tanto più che se c'è un conflitto è chiaro che ci sono anche degli effetti collaterali», ha aggiunto Boldrini, che ha partecipato alla firma dell'accordo tra Unhcr e Prosolidar per il finanziamento del progetto Light Years Ahead, «Non si è mai vista una guerra che non producesse una fuga di persone, di civili. Dalla Libia sono fuggite oltre 720mila persone verso i Paesi confinanti e una piccola minoranza, circa 11mila, è arrivata in Italia. L'onere maggiore è sui Paesi confinanti, in particolare Tunisia ed Egitto che hanno i loro problemi interni, ma che hanno però deciso di farsi carico e di rispettare gli obblighi internazionali tenendo le frontiere aperte. Quindi se alcune migliaia di queste persone arriveranno, come stanno arrivando, anche in Europa, credo che questo sia responsabilità di tutti, dare una risposta nell'ottica della suddivisione dell'onere e della solidarietà che si devono in questi casi».