10 luglio 2020
Aggiornato 07:30
Stati Uniti

Charles Manson: «Sono un uomo cattivo che spara alla gente»

L'omicida ha incaricato Giovanni DiStefano di riaprire il caso

ROMA - «Sono un uomo cattivo che spara alla gente», dice di sè Charles Manson, 40 anni dopo essere stato condannato per l'omicidio di sette persone, tra cui l'attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, all'ottavo mese di gravidanza.
Dopo oltre due decenni di silenzio nella prigione californiana di Corcoran, Manson, 76 anni, ha rilasciato un'intervista a Vanity Fair Spain, in cui sottolinea: «L'erba cattiva non muore mai». «Sono un meschino, un sudicio, un fuorilegge, un cattivo», sottolinea, rispondendo alla domanda sull'omicidio Tate, compiuto nella notte tra il 9 e il 10 agosto 1969.

«RIAPRIRE IL CASO» - Secondo la rivista, Manson avrebbe affidato all'avvocato italiano Giovanni DiStefano l'incarico di riaprire il suo caso. Il legale ha già presentato un ricorso davanti al Comitato interamericano per i diritti umani e ha inviato una lettera al Presidente Usa Barack Obama, in cui denuncia i vizi del processo a carico di Manson e chiede che venga annullata la condanna. Del Presidente, Manson pensa che sia un «idiota» e «uno schiavo di Wall Street».