20 ottobre 2021
Aggiornato 15:30
In Egitto

Paura per i Cristiani mentre l'Italia condanna l'attentato

Il Papa sull'attacco: «Offesa a Dio e l'intera umanità». Ma l'imam di Al Azhar: «Evitare ingerenze». Rabbia copta: nuovi scontri e feriti

ROMA - Tracce di sangue sono ancora visibili sulla facciata della chiesa copta dei Santi ad Alessandria d'Egitto, dove nella notte tra venerdì e sabato scorso, un kamikaze si è fatto saltare in aria provocando la morte di 21 cristiani. Dopo gli scontri di ieri, tra giovani cristiani e agenti di polizia, l'Egitto teme che le tensioni confessionali possano aggravarsi ulteriormente. L'Egitto ha arrestato intanto almeno 20 persone. Mentre in Italia è un coro unanime di condanna.
Tutti i giornali egiziani in edicola esortano cristiani e musulmani alla moderazione, temendo che il massacro possa causare un'escalation della situazione. «Qualcuno vuole fare esplodere questo paese» e causare «una guerra civile religiosa» in Egitto, afferma il quotidiano pro-governativo Rose el-Youssef. Il giornale indipendente Al-Chourouq evoca l'ossessione di una guerra civile: «Se il piano (dei terroristi) va come previsto», l'Egitto potrebbe precipitare in una «palude simile a quella vissuta in Libano nell'aprile 1975».

Il Cairo: «Episodio preoccupante» - Ce ne è abbastanza per chiarire che il governo egiziano considera l'episodio molto preoccupante. Dall'Italia però si vorrebbe di più. Il Papa Benedetto XVI ha definito l'attentato un gesto «vile che offende Dio e l'umanità intera». Ma dall'Egitto è giunta la reazione di Ahmed al-Tayyeb, il grande Imam di Al-Azhar ha criticato l'appello di papa Benedetto XVI: «perché il papa non ha chiesto la protezione dei musulmani quando venivano uccisi in Iraq?», ha chiesto l'imam responsabile della grande istituzione dell'islam sunnita con sede al Cairo. In serata, il portavoce vaticano padre Lombardi ha replicato che le parole del papa non possono essere considerate una ingerenza; con l'imam di Al Azhar devono esserci stati dei «malintesi nella comunicazione».

La strage in Egitto in Italia ha alimentato anche il dibattito politico. Diverse le iniziative chieste o annunciate contro le persecuzioni religiose. Le opposizioni chiedono al ministro degli Esteri, Franco Frattini, di riferire in Parlamento sull'accaduto e su quanto il governo intende fare in sede internazionale. Mentre l'europarlamentare del Pd, David Sassoli, chiede che sia l'Unione europea a muoversi inviando la responsabile della politica estera,Catherine Ashton in Egitto: «La politica estera dell'Unione ha ora l'occasione di dimostrare al mondo propria autorevolezza». Mentre il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, annuncia una iniziativa parlamentare: «Sulle incredibili persecuzioni che i cristiani stanno subendo in varie parti del mondo è necessario che il Parlamento italiano torni a pronunciarsi al più presto. Chiederò che il Senato lo faccia il prima possibile».