12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Afghanistan

Cordoglio unanime, ma dubbi su strategia missione

Berlusconi: Lì per pace. Pd: Ripensarla con alleati. Idv: Via ora

ROMA, 9 ott  - C'è l'unanime cordoglio per l'ennesimo attentato costato la vita ai quattro militari italiani in Afghanistan, soldati che lottano "per riportare la pace e la democrazia". Un "profondo cordoglio" di tutto il Paese di cui si fa interprete il capo dello Stato Napolitano. Ma il nuovo incidente mortale per i nostri militari riapre il dibattito sulla missione e si riaffacciano dubbi. Come dal Pd, con Bersani che chiede di "riflettere con gli alleati sulla strategia". Uniti alla richiesta, che arriva invece da sinistra radicale e Idv, di un ritiro immediato dal "Vietnam italiano". Parole che il ministro della Difesa, La Russa, non esita a bollare come atti di "sciacallaggio". Ribadendo l'impegno per il ritiro entro il 2011.

La maggioranza è compatta, in Afghanistan si va avanti: la missione è "fondamentale per la nostra sicurezza", dice il ministro degli Esteri Frattini, assicurando che l'Italia è impegnata dal prossimo vertice Nato perchè "si possa definire la nuova fase di transizione della strategia internazionale in Afghanistan". Dalla Russia, il presidente del Consiglio esprime il suo "dolore": "Stiamo lavorando per consegnare il controllo della situazione in questo Paese alle truppe afghane. Speriamo non sia lontano il tempo in cui la terra afghana avrà la pace".