Londra vuole detenuti ai lavori forzati per risarcire vittime
Ministro Clarke intende chiedere un impegno di 40 ore settimanli
ROMA, 5 ott - Il ministro britannico della Giustizia, il conservatore Ken Clarke, intende costringere i detenuti della Gran Bretagna a veri e propri 'lavori forzati' in carcere, un impegno settimanale di 40 ore che dovrebbe consentire di ridistribuire una parte dei loro compensi alle famiglie delle vittime dei loro reati. Il piano, secondo quanto riferisce oggi il Wall Street Journal, dovrebbe essere annunciato oggi al congresso dei Tories in corso a Birmingham.
Il progetto di Clarke prevede la collaborazione di tutte le società private che offrono lavoro ai prigionieri in carcere nel tentativo di aumentare i risarcimenti alle famiglie delle vittime: l'intenzione del governo di Londra, si legge sul quotidiano, è quella di instaurare "un regime di lavori forzati" nelle carceri britanniche.
"La maggior parte dei prigionieri conduce una vita pigra e noiosa, in cui alzarsi dal letto diventa un optional", dirà Clarke durante il suo intervento, sottolineando come degli attuali 85.495 detenuti solo una minima parte sia attualmente impegnata in qualche attività lavorativa in prigione.