17 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Stati Uniti

Elena Kagan, la terza donna della Corte Suprema

Dopo le aspre critiche il Senato conferma la nomina di Barack Obama. Sostituisce il Giudice John Paul Stevens

NEW YORK - La notizia le è arrivata dalla televisione, mentre seguiva il voto con i suoi colleghi del dipartimento di Giustizia, nella sala conferenze del procuratore generale degli Stati Uniti. Elena Kagan è stata confermata dal Senato con 63 voti favorevoli e 37 contrari, diventando il 112esimo giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti e la quarta donna ad assumere la carica. Kagan sostituisce così il giudice John Paul Stevens, nominato dal presidente Gerald Ford nel 1975 e andato in pensione il 29 giugno 2010 dopo trentacinque anni di servizio.

L'ex preside della facoltà di legge di Harvard, a cui molti repubblicani imputavano la colpa di non avere esperienza come giudice e che veniva accusata di non poter essere imparziale nelle decisioni dato il suo spirito liberal, raggiunge così Ruth Ginsburg, in carica dal 1993, e Sonya Sotomayor, nominata dallo stesso presidente Barack Obama un anno fa. Mai prima d'ora la Corte Suprema aveva avuto tre donne tutte insieme. La prima era stata Sandra Day O'Connor, nominata dal Ronald Reagan nel 1981 e rimasta in servizio fino al gennaio del 2006.

Criticata aspramente dai repubblicani, che la definivano un'attivista politica incapace di prendere decisioni imparziali, difesa dai democratici che invece ritenevano avesse un curriculum accademico eccellente, discussa in tutti gli Stati Uniti per la sua presunta omosessualità, Kagan ha saputo conquistare, dopo numerose audizioni e dibattiti, il voto di cinque rappresentanti del Gop, di due indipendenti e di tutti i democratici, fatta eccezione per uno, il senatore Ben Nelson del Nebraska.

I cinque repubblicani moderati che hanno appoggiato l'ex procuratore generale sono stati le senatrici del Maine Susan Collins e Olympia Snow e i senatori Lindsey Graham del South Carolina, Judd Gregg del New Hampshire e Richard Lugar dell'Indiana, che hanno definito la candidata qualificata, facendo presente come il partito non debba influire sui dibattiti riguardanti la Corte Suprema. Ad indispettire i conservatori contribuiva anche il fatto che quando si trovava alla guida della scuola di legge di Harvard, Kagan rifiutò l'accesso ai militari dopo che venne approvata la cosiddetta legge «don't ask don't tell» che proibiva ai gay dichiarati di arruolarsi.

Oltre ad essere stata la prima donna alla guida della facoltà di legge di Harvard e procuratore generale degli Stati Uniti dal 2009 al 2010, a cinquanta anni diventa ora il giudice più giovane della Corte. Un curriculum eccellente, quello di questa newyorkese ebrea, caratterizzato da una carriera accademica di successo: studi a Princeton, Oxford e poi alla Law School di Harvard, cominciando a insegnare alla Law School della University of Chicago. Nel 1999 divenne consigliere legale dell'allora presidente Bill Clinton.

Per i democratici la nomina di Kagan dovrà controbilanciare la maggioranza conservatrice che ha dominato le decisioni della Corte negli ultimi anni. Il presidente Obama, felice per una nuova vittoria politica, ha commentato da Chicago la conferma di Kagan spiegando che è stata l'affermazione del suo carattere e del suo temperamento da giudice e specificando che l'entrata alla Corte Suprema di un'altra donna è un segno di progresso per il paese.