20 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Pakistan

Karzai: «negativo» arrestare i talebani pachistani

Bloccano il processo di pace, «gli studenti del Corano» sono pronti ai colloqui ormai da tempo

KABUL - L'arresto di diversi capi talebani in Pakistan ha avuto «un impatto negativo» sul processo di pace e sui colloqui avviati dal governo afgano con i ribelli. Lo ha ribadito oggi Siamak Hirawi un portavoce del presidente Karzai.

Il primo - e secondo Karzai, più grave - di questi arresti è stato quello di Abdul Ghani Baradar, che finì nella rete degli 007 di Washington e Islamabad, a inizio febbraio.
Numero due dei talebani afgani, braccio destro del mullah Omar, principale comandante militare e responsabile delle finanze della jihad, Baradar era il leader indiscusso della «Shura di Quetta», il consiglio direttivo del gruppo di combattenti islamici. Ma proprio con lui stava negoziando con il governo afgano e il suo arresto non ha fatto altro che accentuare la differenza di vedute tra l'Afganistan, il Pakistan e gli occidentali sul tema dei sui negoziati con i talebani.

«GLI STUDENTI DEL CORANO» - Per Karzai il nodo è che gli equilibri interni ai talebani sono tutt'altro che stabili. Il loro ex ambasciatore all'Onu, Hakim Mujahed, ha spiegato giorni fa che «gli studenti del Corano» sono pronti ai colloqui ormai da tempo. «Ma il problema non è nostro. Sono le forze straniere che non hanno alcun interesse a negoziare», aveva precisato. Secondo alcune fonti di intelligence, invece, il mullah Omar sarebbe stato furioso con il suo braccio destro per questi negoziati 'non autorizzati' con il governo centrale. E c'è chi dice che sarebbe stato proprio il leader indiscusso dei talebani a favorire, attraverso i suoi informatori, l'arresto di Baradar in Pakistan.