12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
La «longa manu» della rappresaglia svizzera contro Berna si fa sentire

Condannati a 16 mesi di prigione 2 imprenditori svizzeri in Libia

Arrestati dopo l'interrogatorio a Ginevra del figlio di Gheddafi

TRIPOLI - La longa manus della rappresaglia svizzera contro Berna si fa sentire e promette nuove tensioni. I due uomini d'affari svizzeri arrestati a Tripoli sono stati condannati oggi a 16 mesi di prigione senza condizionale e a un'ammenda di 2.000 dinari (circa 1.100 euro) ciascuno. Lo ha riferito un responsabile libico coperto dall'anonimato.

Trattenuti da oltre 15 mesi in Libia, in particolare per «soggiorno illegale», i due sono Max Goeldi, capo della filiale del gruppo d'ingegneria Abb, e Rachid Hamdami, responsabile di una impresa del Vaude (ovest). Erano stati arrestati e poi liberati sotto cauzione nel luglio del 2008, dopo un interrogatorio a Ginevra del figlio del leader libico Muanmar Gheddafi, Hannibal, e della moglie. I due erano stati denunciati da una domestica per maltrattamenti.