7 dicembre 2019
Aggiornato 07:00
Mosca-Pietroburgo erano due le bombe sotto il treno dei vip

In Russia è caccia ai terroristi dopo l'attentato al treno

Prima rivendicazione di ultranazionalisti. Almeno 26 i morti, e si cercano 18 dispersi. Tra i feriti un italiano: operato, è «stabile»

MOSCA - Il traffico ferroviario è ripartito a pieno ritmo stamattina sulla tratta fra Mosca e San Pietroburgo, dopo l'attentato che venerdì sera ha fatto deragliare il Nevsky Express causando almeno 26 morti e un centinaio di feriti. «Il traffico è ripreso a pieno ritmo alle 7» (le 5 in Italia, ndr) ha riferito l'ufficio stampa della regione di Tver, citato dall'agenzia Ria Novosti.

Ipotesi terrorismo - Stando alle prime ricostruzioni, il deragliamento sarebbe stato provocato dall'esplosione di un ordigno dalla portata equivalente a 7 chili di tritolo sui binari a nord di Tver, dove alle 21.30 è transitato il treno espresso con 682 persone a bordo. La magistratura ha aperto un'inchiesta sulla base delle ipotesi di terrorismo. La bomba, esplosa vicino alle rotaie, ha lasciato una buca del diametro di un metro. I resti dell'ordigno sono stati recuperati anche a parecchie decine di metri dal punto della deflagrazione.

Gli ultimi tre vagoni del convoglio sono deragliati scatenando una carneficina. Tra i feriti c'è anche un agente di commercio friulano, il 58enne Armando Noacco in viaggio per lavoro. Operato d'urgenza per diverse fratture al bacino all'ospedale di San Pietroburgo, non è comunque in pericolo di vita.

Ci sono ancora 18 dispersi. Ieri pomeriggio un secondo ordigno è esploso sulla stessa linea, sul binario usato dai convogli che dalla città sul Baltico raggiungono la capitale. Forse la bomba non ha funzionato a dovere e così è stata evitata una strage ancora più grave.

Fino a questo momento c'è una sola rivendicazione che però non viene giudicata del tutto attendibile: un esponente del movimento di destra contro l'immigrazione clandestina Maii, ha pubblicato sul proprio blog una dichiarazione di un sedicente gruppo 'Combat 18' (dalle iniziali di Adolf Hitler) che rivendica la responsabilità dell'incidente ferroviario e annuncia nuovi attentati.

Ma gli ultranazionalisti del Maii hanno smentito: «Nessun gruppo nazionalista, inclusi quelli virtuali, ha rivendicato l'attacco terrorista» ha scritto il Maii in un comunicato diffuso dall'agenzia russa Interfax, «le notizie che fanno riferimento a un coinvolgimento nell'attentato di gruppi radicali nazionalisti non hanno alcun fondamento».

Il 13 agosto 2007 un treno dello stesso tipo in servizio fra Mosca e San Pietroburgo era deragliato a causa dell'esplosione di una bomba sui binari, provocando una sessantina di feriti, tra cui un italiano. Per quell'episodio a Novgorod è in corso il processo a tre ingusci accusati di essere i responsabili. Uno dei tre imputati ha confessato che l'attentato fu compiuto su ordine della guerriglia cecena. In relazione a questo è ricercato uno dei capi dei ribelli ceceni, l'ex militare russo Pavel Kosolapov.