23 ottobre 2019
Aggiornato 12:30
Davanti al tribunale di New York i cinque detenuti di Guantanamo

Holder: «Pena di morte per i terroristi dell'11 settembre»

Ministro della Giustizia: «Serve la massima pena prevista. Porteremo avanti questi procedimenti con determinazione»

NEW YORK - «Chiederemo la pena di morte per i responsabili dell'11 settembre». Lo ha detto il ministro della Giustizia americano, Eric Holder, nell'annunciare la decisione del governo di portare davanti al tribunale di New York i cinque detenuti di Guantanamo accusati di aver partecipato all'organizzazione della strage del 2001. «Porteremo avanti questi procedimenti con determinazione», ha detto Holder spiegando che si tratta di un reato straordinario per il quale sarà richiesta la massima pena prevista dall'ordinamento.

CORTE NON MILITARE - «Otto anni fa in una mattina che nessuno mai dimenticherà 19 uomini lanciarono il peggiore attentato mai compiuto negli Stati Uniti, oggi noi facciamo un passo avanti contro quelli che riteniamo essere i responsabili di quell'attacco». Il ministro di Giustizia americano, Eric Holder, aveva annunciato questa mattina che il governo americano porterà i cinque terroristi sospettati degli attentati davanti al tribunale penale di New York. Dunque, una corte non militare. «Finalmente i responsabili affronteranno la giustizia proprio a New York», ha aggiunto Holder, «poco lontano da dove sorgevano le Torri Gemelle».

I cinque imputati non sono gli esecutori materiali, morti negli attentati, ma i presunti organizzatori capeggiati da Khalid Sheik Mohammed, considerato la «mente».
Il processo davanti a una corte non militare sarà uno dei momenti chiave per capire il futuro della base di Guantanamo e dei suoi detenuti. L'amministrazione americana punta a chiudere la base all'inizio del 2010 ma affronta da mesi l'ostilità di gran parte dell'opinione pubblica e dei parlamentari.

La questione di come procedere legalmente nei confronti dei sospetti terroristi è uno dei nodi principali da risolvere in vista della chiusura del carcere di Cuba.

Barack Obama ha fermato per mesi il lavoro delle Commissioni Militari istituite nel 2001 dal governo Bush per giudicare i terroristi di al Qaida, ma l'ipotesi di portare i prigionieri davanti alle corti federali sul suolo americano ha sollevato fortissime proteste. Obama spera così che l'avvio del processo nei confronti di Mohammed possa risolvere l'impasse e consentire di portare avanti la chiusura di Guantanamo, promessa all'inizio del suo mandato e fattasi sempre più in salita. Per questo, la promessa del massimo rigore nei confronti degli imputati diventa cruciale.