19 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
Prima Ketsana e poi Parma

Filippine: più di 600 morti per i due tifoni

L'isola di Luzon ancora in stato di catastrofe naturale. Circa 300.000 persone si trovano ancora in centri di fortuna

MANILA - Con l'annuncio oggi di 229 morti nel nord della grande isola di Luzon per frane e inondazioni, è salito ad almeno 636 morti il bilancio del recente passaggio dei due tifoni, prima Ketsana e poi Parma, nell'arcipelago delle Filippine.

Sull'isola di Luzon, nel nord, i soccorritori stanno ancora disperatamente lavorando in un paesaggio devastato da Parma alla ricerca di eventuali sopravvissuti. Particolarmente colpite le zone della provincia di Pangasinan, a nord ovest di Manila, e la regione montuosa di Benguet, dove la cittadina di Baguio, tradizionale luogo di vacanze, è stata quasi sepolta dal fango. I responsabili locali lanciano continui appelli di aiuto per curare e dare da mangiare i senza tetto e recuperare i corpi ancora sepolti sotto il fango. «Abbiamo già estratto 148 corpi nella nostra zona», ha dichiarato Nestor Fongwan, governatore della regione di Benguet. «Non siamo certi del numero dei dispersi», ha aggiunto.

In totale, due settimane dopo il passaggio della tempesta tropicale Ketsana su Manila e la sua regione, circa 300.000 persone si trovano ancora in centri di fortuna.

Intanto, sempre oggi, la presidente Gloria Arroyo ha revocato lo stato di catastrofe naturale decretato per l'intero Paese dopo il passaggio di Ketsana e prima dell'arrivo lo scorso fine settimana del tifone Parma, tranne che per l'isola di Luzon, principale regione colpita dal maltempo, ha precisato il suo portavoce, Cerge Remonde. In virtù dello stato di catastrofe naturale, le autorità possono controllare i prezzi delle derrate alimentari di base e dei farmaci.