20 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Proposta dal governo della «presidenta» Cristina Fernandez Kirchner

Argentina: nuova legge sui media, smantellati i monopoli

Il Governo avrà più poteri, colpito il gruppo Clarin principale impresa multimediale del Paese

BUENOS AIRES - Dopo quasi 14 ore di dibattito il Senato argentino ha approvato la nuova legge sui media, proposta dal governo della 'presidenta' Cristina Fernandez Kirchner, che smantella i monopoli esistenti e rivoluziona l'industria nazionale del settore delle comunicazioni di massa. Quarantaquattro senatori hanno votato a favore della legge che darà maggiori poteri all'esecutivo; ventiquattro sono invece quelli che hanno votato contro. Quattro i senatori assenti.

Dopo l'approvazione generale, il Senato ha iniziato a votare separatamente ciascuno dei 160 articoli che compongono la legge, che abroga quella vigente, introdotta nel Paese dalla dittatura militare che governò dal 1976 al 1983. La Camera bassa ha già approvato il testo senza modifiche.

La nuova legge obbligherà le imprese monopoliste a vendere nel giro di un anno le frequenze in eccesso rispetto a quelle ora consentite. Il gruppo più colpito è il Clarin, principale impresa multimediale del Paese, a cui l'ex presidente Nestor Kirchner - e marito dell'attuale 'presidenta' - aveva rinnovato nel 2007 tutte le licenze per altri dieci anni, e che ora si vedrà costretto a svendere una parte dei suoi asset.

La legge sui media riserverà inoltre i due terzi dello spettro radio-televisivo alle imprese pubbliche e non commerciali, e solo un terzo andrà ai gruppi privati. Il governo inoltre avrà il potere di assegnare le frequenze nelle città con più di 500mila abitanti, e controllerà l'autorità di controllo del settore. Secondo il sito del Clarin, «i Kirchner (Cristina e Fernandez) si apprestano a disegnare una mappa dei media a loro misura».