4 dicembre 2021
Aggiornato 21:00
Mondo. Elezioni Germania

Dopo tracollo storico, in casa Spd si fanno i conti

Ma Steinmeier e Muentefering non intendono mollare le redini

BERLINO - Il risultato elettorale di ieri per la Spd è qualcosa di più di una sconfitta che riporta dopo 11 anni il partito all'opposizione. Questo risultato - titola oggi il settimanale di sinistra Die Zeit - è «un disastro, una catastrofe. Getta la Spd in una crisi esistenziale».

Ma la crisi dei socialdemocratici tedeschi - che ieri si è concretizzata con un crollo di 11 punti percentuali, il peggior risultato dal 1949 - ha a che fare solo marginalmente con la persona di Frank-Walter Steinmeier, il candidato sconfitto alla cancelleria. La ragione della sconfitta elettorale, scrive oggi la Welt online, «risiede nella mancanza di risposte convincenti che la Spd ha dato al suo popolo elettorale dal 1989 ad oggi». Il partito, aggiunge il quotidiano conservatore, «ha bisogno di un innovatore», ha bisogno di qualcuno che porti il partito nei tempi moderni, come Kohl fece con la Cdu nel 1969.

Ma i vertici del partito non intendono farsi da parte, almeno per ora, Ieri sera Steinmeier, nel riconoscere l'«amara sconfitta» davanti alla folla di sostenitori riuniti nella Willy Brandt Haus, ha subito scansato qualsiasi speculazione: resterà alla guida dell'opposizione. E ugualmente il presidente della Spd, Franz Muentefering, resta «incollato», come scrive la Zeit, al suo incarico: «Sarebbe sbagliato fuggire adesso», ha detto ieri Muentefering.

Ma dietro le quinte qualcosa si muove: «Wowi e Beck attaccano i vertici Spd», titola un articolo del tabloid Bild. «Sono dell'opinione che dovremo elaborare insieme una proposta», ha dichiarato Kurt Beck, governatore della Renania, aprendo una porta alla Linke: «Per il futuro dovremo vedere come si svilupperà la Linke». Ma anche il sindaco di Berlino, Klaus Wowereit, punta il dito contro le responsabilità del partito nel suo insieme e auspica che la Spd, all'opposizione, riesca a «rafforzare il suo profilo sociale».

La Spd si trova adesso di fronte ad una «tragico dilemma» se vuole davvero riconquistare l'elettorato: in queste elezioni - precisa il settimanale Der Spiegel - almeno due milioni di elettori che gli avevano dato il voto nel 2005 sono rimasti a casa. Circa un milione sono emigrati verso l'Unione, i Verdi, la Linke. I socialdemcoratici «devono accomiatarsi» dagli strati sociali che gli sono più vicini e rivolgersi a sinistra: «Di fronte a un'Unione più forte al centro, la Spd perde elettori a sinistra, poiché in quanto partito di governo non può soddisfare i loro desideri».