6 aprile 2020
Aggiornato 01:00
Esteri. Zimbabwe

Mugabe: «Sporchi bianchi si intromettono in nostri affari»

A vigilia visita delegazione Ue, presidente denuncia sanzioni

HARARE - Alla vigilia dell'arrivo di una delegazione dell'Unione europea ad Harare, il presidente Robert Mugabe ha nuovamente criticato le sanzioni occidentali contro lo Zimbabwe denunciando «gli sporchi bianchi» che si intromettono negli affari del Paese.

«Chi ha detto che i britannici e gli americani devono comandare gli altri? Noi non abbiamo invitato questi sporchi bianchi. Vogliono ficcare il naso nei nostri affari. Rifiutiamoci», ha dichiarato il presidente dello Zimbabwe davanti ai giovani del suo partito, Zanu Pf. «Siamo rimasti fermi. Sanzioni o meno, lo Zimbabwe resta a noi», ha aggiunto.

«Perché queste sanzioni? Perché il nostro popolo viene punito? E' perché questi imperialisti vogliono prendere la nostra eredità», ha proseguito Mugabe, al potere dall'indipendenza nel 1980.

Il presidente ha sottolineato che non tornerà indietro sulla riforma agraria controversa, lanciata nove anni fa con l'obiettivo di redistribuire ai neri le terre detenute dai coloni bianchi.

Questo attacco arriva alla vigilia della visita di una delegazione europea di alto livello, diretta dal commissario europeo Karel De Gucht, che deve incontrare Mugabe e l'ex leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai, diventato primo ministro dopo un accordo di spartizione del potere concluso sotto la pressione internazionale un anno fa.

Si tratta della prima visita europea a questo livello dal 2002, anno dell'imposizione delle sanzioni occidentali contro lo Zimbabwe, che l'Ue rifiuta di cancellare fino a quando non sarà garantito il rispetto dei diritti dell'uomo e l'accordo di condivisione del potere pienamente soddisfatto.

L'obiettivo di questa visita è trovare «un terreno di intesa» con il governo di unione in Zimbabwe formato nel febbraio del 2008 per ristabilire le basi di «una piena cooperazione», ha dichiarato de Gucht.

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