16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Esteri. Somalia

Agente francese racconta la sua fuga: rapitori dormivano

Ancora prigioniero degli Shabab un collega di Marc Aubriere

PARIGI - L'agente francese tornato oggi in libertà, dopo oltre un mese di prigionia in Somalia, ha dichiarato di essere riuscito a fuggire mentre i suoi sequestratori dormivano. Versione già sostenuta da Parigi, che ha negato il pagamento di un riscatto per la sua liberazione, come invece dichiarato da un leader dei miliziani islamici Hizb al Islam che lo tenevano ostaggio.

Marc Aubriere era stato sequestrato il 14 luglio scorso a Mogadiscio, insieme a un collega, ancora in mano ai suoi rapitori del gruppo islamico Shabab (giovani, ndr). I due agenti facevano parte di una squadra inviata da Parigi per addestrare le forze di sicurezza somale, impegnate da mesi a Mogadiscio in duri scontri con i miliziani islamici, decisi a rovesciare il governo del Presidente somalo Sharif Ahmed.

L'agente dell'intelligence francese ha raccontato alla Bbc somala di essere stato trattato bene dai suoi rapitori, appartenenti al gruppo Hizb al Islam. «Sono scappato a mezzanotte - ha detto - le guardie erano molto stanche e dormivano. Non ho ucciso nessuno o ferito nessuno nella fuga». Alcune fonti locali avevano infatti riferito dell'uccisione di tre sequestratori. Aubriere ha quindi aggiunto di aver camminato cinque ore prima di raggiungere il Palazzo presidenziale di Mogadiscio.

Un leader di Hizb al Islam ha invece dichiarato che «il prigioniero francese non è scappato», ma è stato liberato dietro il pagamento di un riscatto. Secondo la stessa fonte, dopo il fallimento dei negoziati con i responsabili di Hizb al Islam, alcuni funzionari somali hanno preso contatto direttamente con i miliziani che tenevano prigioniero l'uomo. «L'ostaggio è stato liberato dopo che alcune delle sue guardie sono state corrotte. All'inizio, questi uomini hanno chiesto 5 milioni di dollari. Stiamo indagando su quanto accaduto», ha aggiunto.