17 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Negli Stati Uniti è ancora ricordato come «The Chappaquiddick incident»

Morto Ted Kennedy, lo scandalo sulla strada della Casa Bianca

L'incidente di Chappaquiddick e la morte di Mary Jo

NEW YORK - Negli Stati Uniti è ancora ricordato come «the Chappaquiddick incident», lo scandalo che in una notte rovinò la carriera politica di Ted Kennedy e che secondo molti ne frenò definitivamente le aspirazioni per arrivare alla Casa Bianca, impedendogli di candidarsi alla presidenza nel 1972. A oltre 30 anni di distanza l'ombra di quell'incidente automobilistico in cui perse la vita Mary Jo Kopechne, una delle ragazze che aveva collaborato alla campagna elettorale di un altro Kennedy, Robert, continuava a segnare la storia di Ted, che a seguito di quell'evento subì una condanna a due mesi per omissione di soccorso e fu costretto a scusarsi davanti alla nazione.

La notte del 18 luglio 1969 Kennedy, già senatore da diversi anni, è alla guida della sua Oldsmobile Desmond 88 di ritorno da una festa sull'isola di Chappaquiddick, nei pressi di Martha's Vineyard, quando l'auto esce di strada finendo in un canale. Ted riuscì a salvarsi, lasciando però nella vettura la ragazza, che aveva allora 28 anni. Il senatore non chiamò la polizia fino al giorno dopo, quando il corpo della donna fu ritrovato. Dopo una settimana, il 25 luglio, si dichiarò colpevole di omissione di soccorso, negando però di essere ubriaco al momento dell'incidente. La condanna gli fu poi sospesa ma ci vollero diversi anni perché la storia venisse archiviata. Il senatore democratico parlò alla televisione americana ammettendo l'errore e definendo «indifendibile» il fatto di non aver chiamato i soccorsi.

Nel 1970 vinse nuovamente le elezioni per il Senato con il 62 per cento dei voti ma una nuova inchiesta si riaprì nel 1970, quando i giudici rilevarono che alcuni degli elementi raccontati dal senatore non erano veri. La vicenda rimbalzò da un tribunale all'altro facendo intervenire anche la Corte Suprema del Massachussetts, lasciando comunque una serie di dubbi che negli anni successivi alimentarono inchieste giornalistiche e libri.

Nonostante la riconferma al Senato, che non ha più lasciato fino alla sua morte, l'ultimo dei fratelli Kennedy rinunciò a candidarsi alle elezioni presidenziali del 1972 (le prime dopo l'assassinio di suo fratello Robert) e secondo molti l'episodio lo costrinse a farsi da parte anche nel 1976.

Dieci anni dopo quella notte Kennedy annunciò di voler sfidare il presidente in carica, Jimmy Carter, alle primarie del partito nel 1979. L'ombra di Chappaquiddick fu però riesumata durante la campagna elettorale e un lungo speciale in prima serata intitolato «Teddy» puntò nuovamente i riflettori su quel canale e quel corpo rimasto nell'acqua per diverse ore prima dell'arrivo della polizia. Nell'intervista di quella sera, il senatore si contraddisse più volte e lo stesso Carter fece allusioni a quell'episodio durante la campagna, spiegando che lui «non era uno che si lasciava prendere dal panico». Nonostante il calo nei sondaggi Kennedy rifiutò di ammettere la sconfitta, che ammise solo il giorno prima della convention democratica.

Da allora le ambizioni presidenziali furono definitivamente messe nel cassetto. Ma Ted Kennedy divenne di fatto uno dei cardini del partito. Il suo appoggio politico è stato decisivo ai candidati democratici nei decenni successivi per conquistare la Casa Bianca.