18 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Hillary aveva puntato inizialmente sul premio Nobel Al Gore

Ruolo chiave di Hillary nella liberazione delle giornaliste

Ex coppia presidenziale decisiva per il successo della missione

NEW YORK - La liberazione delle due giornaliste americane è considerato uno dei maggiori successi diplomatici dell'ex presidente Bill Clinton ma a distanza di poche ore dal viaggio emerge sempre più un ruolo decisivo anche di sua moglie Hillary, attuale segretario di Stato americano. Il capo della diplomazia statunitense avrebbe per settimane spinto per fa rinviare a Pyongyang un mediatore che portasse alla liberazione di laura Ling ed Euna Lee, incarcerate lo scorso 17 marzo.

Hillary ha puntato inizialmente sul premio Nobel Al Gore, a lungo indicato come il migliore ambasciatore per trattare con il governo coreano, che però avrebbe preferito l'intervento diretto dell'ex presidente Clinton. Gore, che ha fondato l'emittente televisiva per cui lavorano le due donne, ha telefonato circa 10 giorni fa all'ex presidente per chiedergli di prendere il suo posto nella mediazione. Hillary ha continuato il suo lavoro diplomatico per fare pressione su Pyongyang nonostante la Nord Corea l'abbia personalmente attaccata nelle ultime settimane definendola una «signora divertente né intelligente né diplomatica».

Il successo della missione evidenzia così il ruolo di primo piano dell'ex coppia presidenziale nella politica estera americana a quasi dieci anni dall'uscita dalla Casa Bianca. Il segretario di Stato, che ha avviato oggi la sua missione in Africa, si è detta «molto eccitata» per la liberazione delle due giornaliste con le quali ha parlato telefonicamente prima ancora del loro arrivo negli Stati Uniti. «Abbiamo lavorato duramente per la loro liberazione», ha detto l'ex first lady, «e sono stata molto felice di ricevere le notizie dall'aereo di mio marito con le due ragazze a bordo».