27 maggio 2024
Aggiornato 11:30
In vista della chiusura della base di Guantanamo

Magistrati in corsa per aggiudicarsi processi di Guantanamo

Virginia e New York si contendono il processo Mohammed

NEW YORK - In vista della chiusura della base di Guantanamo il dipartimento di Giustizia si appresta ad avviare i processi dei terroristi nelle corti federali e tra i procuratori americani è già scattata la gara a chi riuscirà ad accaparrarsi le cause che finiranno presto sotto i riflettori dei media statunitensi. Un braccio di ferro è in corso tra i magistrati di New York e quelli della Virginia per aggiudicarsi il processo di Khalid Sheik Mohammed, considerato «la mente» degli attentati dell'11 settembre.

30 i casi - Sono circa 30 i casi che il dipartimento di Giustizia sta cercando di «smistare» tra i tribunali americani e nelle prossime settimane i giudici dovranno stabilire quali imputati potranno essere perseguiti dalle corti penali federali. «C'è una competizione tra tutte queste persone ed era prevedibile», ha spiegato al Washington Post uno dei funzionari del dipartimento che si occupa del caso Mohammed. I giudici di New York sostengono che il caso spetti a loro in quanto gli atti terroristici sono avvenuti nella Grande Mela mentre quelli di Alexandria vantano da tempo la propria esperienza in materia.

La gara tra i magistrati newyorchesi e quelli della Virginia va avanti da quando questi ultimi si aggiudicarono la causa di Zacarias Moussaoui, l'unico terrorista responsabile degli attentati del 2001 che sia stato processato negli Stati Uniti.

Tra le cause in ballo c'è anche quella di Riduan Isamuddin, meglio conosciuto con il nome di Hambali, e considerato l'organizzatore degli attentati di Bali del 2002. Hambali fu catturato nel 2003 in Tailandia e ora potrebbe finire davanti alle corti del Distretto della Columbia.

Preoccupazione dei parlamentari per i collegi elettorali - Mentre i procuratori fanno a gara tra di loro i parlamentari cercano invece di tenere i terroristi il più lontano possibile dai propri collegi elettorali. Da mesi infatti deputati e senatori chiedono alla Casa Bianca di chiarire dove i temutissimi detenuti saranno trasferiti una volta chiuso il carcere militare di Cuba. Nessun parlamentare è disposto per ora a vedere i terroristi oggi imprigionati a Guantanamo nelle carceri vicine ai propri elettori.