19 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Golpe Honduras

I militari sparano, vittime. Zelaya respinto in volo

I golpisti impediscono l'atterraggio

TEGUCIGALPA - Due morti e due feriti. E' il primo bilancio fornito dalla polizia per l'azione delle forze dell'ordine dell'Honduras contro i manifestanti pro-Zelaya all'aeroporto internazionale della capitale. Mentre la Croce Rossa ha fatto sapere di stare trattando almeno 30 feriti. «Non è stata la polizia a sparare ma i militari». E' quanto ha subito precisato la polizia dell'Honduras.

Migliaia di persone hanno però atteso invano il rientro del presidente Manuel Zelaya, deposto dai militari, che avrebbe voluto tornare nel Paese nonostante il divieto d'atterraggio emanato dai golpisti. Lo stesso Zelaya ha confermato dall'aereo che non era possibile atterrare a Tegucigalpa in quanto le piste erano occupate dai soldati. Dunque l'aereo con a bordo il presidente è atterrato in Nicaragua.

Da Managua si è appellato a Onu, Ue e Osa perché prendano misure contro quello che ha definito «un regime repressivo» costituito da un blocco di militari e il cui volto «politico» è Roberto Micheletti. Dal canto suo, il rappresentante di origini italiane del gruppo golpista ha accusato il Nicaragua di aver mosso truppe verso il confine e ha minacciato che queste non sconfinino in Honduras, pena la risposta dell'esercito.