28 ottobre 2021
Aggiornato 22:00

La Bulgaria e la Romania devono impegnarsi maggiormente nella riforma giudiziaria e nella lotta alla corruzione

La Commissione ha approvato oggi una serie di relazioni che valutano i progressi compiuti in Bulgaria e in Romania per quanto riguarda la riforma giudiziaria e la lotta alla corruzione nell'ambito dei meccanismi di cooperazione e di verifica istituiti l'anno scorso in occasione dell'adesione dei due paesi all'UE. La Commissione ha adottato anche una relazione a parte sulla gestione dei fondi UE in Bulgaria. Le relazioni valutano i progressi e le carenze rilevati in Bulgaria e in Romania rispetto agli impegni assunti al momento dell'adesione. La Commissione conclude che, pur avendo fatto sforzi concreti e registrato qualche progresso, soprattutto in termini di riforma giudiziaria, entrambi i paesi devono impegnarsi molto di più per combattere la corruzione ad alto livello e, in Bulgaria, la criminalità organizzata. Le relazioni sottolineano la necessità di un impegno politico deciso e costante e di un'attuazione efficace in loco per rispettare pienamente i parametri di riferimento stabiliti al momento dell'adesione. Le relazioni propongono una serie di misure concrete. Progredendo verso la conformità con i parametri di riferimento e fugando i dubbi circa la propria capacità di far fronte alla corruzione, i due paesi permetteranno ai loro cittadini di fruire pienamente dei vantaggi che comporta l'adesione all'UE e di nutrire maggiore fiducia nello Stato di diritto. Nel caso della Bulgaria, la Commissione ha deciso formalmente di sospendere l'erogazione di determinati fondi UE fintanto che le autorità bulgare non dimostreranno che esistono strutture operative tali da garantire una sana gestione finanziaria.

Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha dichiarato: «Negli ultimi dieci anni la Bulgaria e la Romania hanno fatto molta strada. I diciotto mesi trascorsi dall'adesione si sono rivelati vantaggiosi per questi due paesi e per l'Unione europea nel suo complesso. Ora dobbiamo consolidare i progressi compiuti. Queste relazioni sono una verifica oggettiva, da cui risulta che i governi bulgaro e rumeno devono dar prova di maggiore impegno per quanto riguarda la riforma giudiziaria, la lotta alla corruzione e, nel caso della Bulgaria, la lotta alla criminalità organizzata. I due governi riconoscono la necessità di dimostrare ai propri cittadini e agli altri Stati membri dell'UE la loro ferma volontà di garantire il buon funzionamento dell'apparato giudiziario e di affrontare il problema della corruzione. Le relazioni attestano l'esistenza delle istituzioni e dei sistemi necessari, ma sottolineano l'esigenza di ottenere risultati tangibili per quanto riguarda le indagini, le azioni giudiziarie e le sentenze relative ai casi di corruzione ad alto livello e alla criminalità organizzata. Oggi la Commissione ha dato un segnale forte per ribadire che i fondi UE devono essere gestiti correttamente. La Commissione garantisce a Bulgaria e Romania il suo pieno e attivo sostegno nelle prossime fasi del processo.».

La relazione sulla Romania contiene inoltre una valutazione approfondita dei progressi registrati dal paese rispetto ai quattro parametri di riferimento stabiliti dalla Commissione nel dicembre 2006 in materia di riforma giudiziaria e corruzione. Nel complesso, la situazione della Romania è piuttosto eterogenea. Esistono gli elementi fondamentali di un sistema funzionante, che però poggia ancora su basi fragili, e le decisioni sulla corruzione ad alto livello sono alquanto politicizzate. Le istituzioni e gli organi principali della Romania non danno sempre prova di un impegno sufficiente in materia di riforma. Nonostante i progressi registrati in termini di riforma giudiziaria, il sistema deve dimostrare chiaramente che vengono applicate sanzioni in caso di corruzione ad alto livello. La Commissione esorta vivamente la Romania a intensificare le riforme. Il MEMO/08/520 contiene una sintesi più particolareggiata della relazione sulla Romania.

La relazione della Commissione sulla Bulgaria insiste sul fatto che la riforma del settore giudiziario e delle strutture preposte all'applicazione della legge è necessaria, e da molto tempo. Negli ultimi sei mesi, la Bulgaria ha fatto qualche passo nella giusta direzione istituendo l'Agenzia di Stato per la sicurezza nazionale e decidendo di riformare il ministero dell'interno. Questi progressi potranno essere considerati effettivi solo se le misure adottate daranno risultati concreti in sede di indagini, azioni giudiziarie e sentenze relative ai casi di corruzione ad alto livello e alla criminalità organizzata. Il MEMO/08/521 contiene una sintesi più particolareggiata della relazione sulla Bulgaria.

Nel caso specifico della Bulgaria, negli ultimi sei mesi la Commissione ha sospeso provvisoriamente i finanziamenti dell'UE a causa delle irregolarità individuate attraverso il nostro sistema di controllo e di audit. Nonostante il notevole impegno dimostrato per cominciare ad affrontare questi problemi, la Commissione non dispone di garanzie sufficienti per poter attenuare le sospensioni. Oggi la Commissione ha pertanto deciso formalmente di revocare l'accreditamento per le due agenzie governative incaricate di gestire i fondi preadesione. Non appena la Bulgaria avrà adottato le misure correttive necessarie per migliorare la gestione finanziaria e rendere più rigorosi i sistemi di controllo, la Commissione è disposta a tornare sulla sua decisione di revocare l'accreditamento delle due agenzie esecutive in questione, cioè l'unità centrale finanziamenti e appalti e l'agenzia esecutiva presso il ministero dello sviluppo regionale e dei lavori pubblici. La Commissione ha inoltre deciso formalmente di sospendere i finanziamenti destinati alle infrastrutture.